SCRITTURA AUTOMATICA: INTRODUZIONE
Con la definizione
‘scrittura automatica’ (A. Kardec - 1861) è intesa
l’attività di scrivere frasi senza l’apporto cosciente di colui che la
pratica.
In base alle ipotesi proposte dai vari studiosi che hanno affrontato
l’argomento, è anche nota come
Psicografia o
Telescrittura.
Tale processo ha un valore differente, basato alla disciplina che lo
analizza:
- Parapsicologia
- Psicanalisi
Secondo la Parapsicologia, la scrittura automatica può essere generata
da entità disincarnate che utilizzano il ‘medium’ come tramite per
poter trasmettere i loro messaggi.
Addirittura, in questo caso specifico, si parla di scrittura automatica
diretta o indiretta.
Indiretta: la penna è nelle mani del medium che in uno stato di ASC o
trance scrive per conto di entità incorporee.
Diretta: definita anche ‘pneumatografia’, in questo caso il medium ha
un ruolo esclusivamente catalizzante e la penna scrive da sola sul
foglio oppure compaiono dei grafemi senza l’apporto di alcuno strumento
(si materializzano senza causa apparente); in questo caso, non è da
escludere un’attività psico-cinetica.

Inevitabilmente, tale pratica confluisce nella dottrina spiritica
attribuendo le manifestazioni rilevate alla presenza di anime di
defunti.
Sempre in ambito paranormale, tale processo viene utilizzato nelle
attività di channelling, per comunicare anche con presenze
extra-terrestri, angeli, elementali…
Nella Psicanalisi, invece, la scrittura automatica è considerata
l’attivazione di alcuni automatismi inconsci per accedere anche ad
alcuni eventi sepolti nella psiche o peculiarità del carattere fino a
quel momento ignorate.
Addirittura, la ‘Scrittura Automatica’ è espressione specifica del
Surrealismo. Infatti, tale movimento artistico teorizzava il
superamento della realtà ordinaria e percepita attraverso la logica.
Uno degli strumenti era appunto scrivere in modo rapido e distaccato,
evitando i freni inibitori che tenderebbero a censurare alcune parti e
garantendo un’alchimia di coordinazioni illogiche.
SCRITTURA AUTOMATICA: TECNICHE
Gli strumenti necessari per praticare la scrittura automatica indiretta
sono davvero molto semplici da reperire: bastano alcuni fogli, un lapis
(oppure una penna) e un po’ di deconcentrazione.
Sì, deconcentrazione… Riuscire a separare la sfera consapevole
dall’inconscio, affinché quest’ultimo possa agire senza vincoli.
Alcuni che praticano la scrittura automatica riescono ad ottenere
questo status fissando un bicchiere pieno d’acqua. In questo modo,
fanno emergere l’inconscio oppure entrano in comunicazione con le
entità (dipende se si predilige un approccio psicanalitico oppure
parapsicologico).
Altri fanno precedere la sessione da alcuni minuti di meditazione,
cercando di entrare in sintonia principalmente con loro stessi e
risultare così un’adeguata ‘cassa di risonanza’, altri preferiscono
affidarsi a particolari preghiere.
Dopodiché, si deve raggiungere una atteggiamento adeguatamente
rilassato, il gomito appoggiato sul tavolo, la matita tra le dita.
Non esiste la ‘postura corretta’ e tendenzialmente ognuno riesce a
trovare la sua. C’è chi tiene la matita tra le dita, chi l’appoggia al
palmo, chi la tiene per la sommità. E’ comunque fondamentale evitare
qualunque forma di irrigidimento (mentale e fisico).
La scelta dell’ambiente dove svolgere la sessione è molto importante.
E’ preferibile trovarsi in una stanza lontana il più possibile da
molesti brusii esterni ma al contempo con una buona aerazione e
sottofondo musicale, senza sorgenti di eccessiva luminosità. Tutto ciò
concorre a lasciar spazio ai livelli più profondi del proprio spirito,
per far emergere l’inconscio o, appunto, interfacciarsi con altre
entità.
Per avere risultati migliori, può rivelarsi utile praticare la
scrittura automatica sempre alla stessa ora, così da attivare degli
automatismi personali.
Alcuni Medium sono soliti scrivere alcune domande sui fogli che
utilizzeranno, così da fornire una traccia, mentre altri sono restii
all’utilizzo di ogni tipo di vincolo.

Prima di cominciare, è sempre buona abitudine annotare sul retro dei
fogli la data e possibilmente l’ora di inizio (nel caso non si
deputasse a tale attività una specifica ora della giornata).
E’ davvero utile considerare la matita come un’estensione della propria
mano (il fatto che sia in materiale organico quale il legno sembrerebbe
aiutare questa attività).
Appena si inizia, la mano tenderà a tracciare figure senza spigoli e
con grande fluidità quali cerchi, ovali, spirali e grafismi ad ‘8’.
Tale fase ‘iniziale’ può perseverare per tutta la durata della sessione
oppure può evolversi in una fase di affinamento e portare a risultati
più compiuti e cioè prima parole e poi vere e proprie frasi (ma è molto
difficile che accada già alla prima sessione).
Caratteristiche tipiche della scrittura automatica possono essere:
- Parole attaccate tra loro, senza separazione del tracciato
- Occupazione totale del foglio
- Cambio di ampiezza nelle lettere
- Assenza della punteggiatura
- Assenza di accento
- Assenza di alcuni elementi caratteristici delle lettre che prevedono il
sollevamento della punta della matita dal foglio (ad esempio il
trattino all’interno della ‘z’ oppure sopra la ‘t’).
In conclusione, molteplici sono gli approcci a tale attività e così
pure le possibili spiegazioni. Ma la Scrittura Automatica non è affatto
un gioco od un modo per passare una serata con gli amici, bensì una
disciplina che deve essere avvicinata con maturità e serietà.