Lo spiritismo: un'introduzione storica
di Alberto Rossignoli
Lo spiritismo è basato
sulla realtà dell'esistenza degli spiriti, cioè delle anime
disincarnate dei morti, che abitano l'Universo al di là del mondo
corporeo e percorrono lo spazio.
Le entità si manifestano
nel mondo dei vivi per diverse ragioni e in molti modi: producendo
rumori, spostando oggetti, trasmettendo messaggi scritti e orali,
provocando visioni fugaci e, a volte, addirittura con apparizioni
corporee e fenomeni simili, senza una causa apparente. I medium,
cioè quelle persone che possiedono la facoltà di captare la
presenza degli spiriti in virtù di una speciale costituzione del
fluido elettromagnetico (che mantiene uniti il corpo e l'anima in
questo mondo), costituiscono il tramite attraverso il quale le anime
dei defunti agiscono sugli oggetti del mondo fisico, trasmettono le
loro comunicazioni ed entrano in contatto con chi assiste alle sedute
medianiche.

Essendo stati separati
dalla materia a causa della morte, gli spiriti non potrebbero
manifestarsi nel mondo corporeo senza l'aiuto dell'energia attiva che
prendono in prestito dall'organismo vivo di un medium.
Questi contatti con
l'aldilà, che in altre epoche erano considerati fatti meravigliosi e
fantastici, imputati alla magia, alla stregoneria o all'immaginazione
malata o all'eccessiva credulità, secondo la dottrina spiritista non
alterano assolutamente l'ordine dei fenomeni naturali. Sono
semplicemente conseguenza del progetto divino della Creazione, nel
quale l'essere umano e l'universo visibile non occupano che una parte
insignificante.
L'uomo moderno, a
differenza dell'uomo dell'antichità, servendosi quotidianamente
dell'elettricità, sa perfettamente di utilizzare una forza
invisibile che si genera nell'ambito della natura.
Molto simile a questa è
la spiegazione data dagli spiritisti: i defunti si sono manifestati
ai vivi in tutte le epoche della storia dell'umanità.
Nelle opere fondamentali
sulla teoria spiritista lo spiritismo moderno viene definito come
“una scienza positiva e filosofica che osserva e analizza con il
massimo rigore scientifico i fenomeni paranormali e, al tempo stesso,
approfondisce gli insegnamenti derivanti dalla comunicazione con gli
spiriti”.
Ciò significa che, nel
suo aspetto scientifico, lo spiritismo studia la natura degli
spiriti, la loro origine e il loro destino oltre alle caratteristiche
delle loro manifestazioni e in genere di tutti i tipi di relazioni
che essi possono stabilire con il mondo dei vivi. Con la dottrina
filosofica impregnata di profonda religiosità, lo spiritismo si
incentra sulla conoscenza dei precetti morali predicati dalle entità
nei loro messaggi, nel tentativo di rivelare l'ignoto sentiero
percorso dall'anima umana dopo la morte del corpo.
Dal momento che si
ammette l'esistenza degli spiriti e si riconosce la loro essenziale
identità con l'anima immortale dell'uomo, spogliata del suo corpo
fisico, perchè mai non dovremmo accettare il fatto che possano
desiderare o aver bisogno di mettersi in contatto con i mortali?
Questo è ciò che
chiedono gli spiritisti.
In fondo, lo spiritismo
non insegna né scopre nulla di nuovo: le prove su cui si basano
l'esistenza degli spiriti e i loro rapporti con il mondo dei vivi
sono antiche quanto l'uomo. Ogni cultura primitiva ha conosciuto
profeti e veggenti, fantasmi e case stregate. Partendo dalla sfera
del mondo naturale visibile, tutti i popoli e tutte le religioni
hanno fondato la loro speranza ultima in un mondo soprannaturale,
separato dalla frontiera della morte, in cui le anime dei trapassati,
ossia la parte immortale e non corporea dell'uomo, proseguono la loro
esistenza.
La novità apportata
dalla dottrina spiritista, quando questa apparve come tale a metà
del XIX secolo, consiste nell'aver scoperto la chiave che offre la
spiegazione logica di questi fatti.
Superando la linea
tradizionale che definisce l'uomo come un essere composto di corpo e
anima, lo spiritismo afferma l'esistenza di un terzo elemento,
indistruttibile e di natura fluidica, definito perispirito.
Questo corpo etereo è una specie di involucro dotato di proprietà
elettromagnetiche che, in vita, mantiene l'unione dell'anima, o
spirito, con il corpo mortale dell'essere umano. Al momento
della morte, l'anima abbandona il corpo, ma conserva il perispirito,
che è il vero intermediario attraverso il quale il mondo materiale
degli spiriti può entrare in contatto con il mondo fisico della
materia.
Per gli Assiri e i
Babilonesi, i morti, che essi immaginavano trasformati in un soffio
immortale o in una sorta di “vapore” che percorreva gli spazi
dell'aldilà, erano in grado di conoscere il destino dei mortali.
Questi ultimi li invocavano spesso mediante pratiche e rituali magici
in modo da ottenere i loro consigli.
L'idea centrale della
dottrina spiritista, ossia la teoria del perispirito, era già stata
formulata anticamente dagli Egizi.
Gli Egizi credevano in
un
“doppio”, un duplicato dalla natura invisibile, che chiamavano Ka
e che, secondo loro, coesisteva nell'uomo insieme al corpo mortale e
all'anima immortale. Al momento della morte, l'anima (Ba) si
accingeva a intraprendere un lungo viaggio attraverso le sfere dei
mondi superiori e in seguito si incarnava in un altro essere umano.
Durante il trascorrere di ogni incarnazione l'anima doveva
purificarsi progressivamente fino a raggiungere la perfezione e con
essa la liberazione totale. Il doppio, o Ka, una volta privato
dell'anima, era trattenuto nelle spoglie mortali finché i resti
perduravano. Per questa ragione si imbalsamavano i morti e si
costruivano tombe monumentali, in modo da assicurarsi la
conservazione del proprio cadavere il più a lungo possibile e in un
luogo sicuro. Quando anche le ultime spoglie sparivano, il Ka
si trasferiva in una statuetta depositata nella tomba insieme al
defunto e la “abitava” dotandola di poteri magici e miracolosi.

Questi trasferimenti di
carattere magico, in cui l'anima o una parte immortale del defunto si
introduce in una statuetta o in un altro oggetto, costituiscono le
credenze che diedero origine agli amuleti e ai feticci. Questi
oggetti, che si supponeva animati da poteri soprannaturali, venivano
utilizzati da maghi e stregoni per fatture e guarigioni.
Tra gli antichi popoli
che abitarono l'Europa, la credenza in un mondo invisibile abitato
dalle anime dei morti si trova particolarmente radicata fra le tribù
celtiche. Gli autori greci e latini ci hanno lasciato numerose
testimonianze su questo popolo che, verso il V secolo a.C., giunse
fino alla penisola iberica attraverso l'Europa centrale. I Celti
credevano fermamente nella reincarnazione e nell'intervento degli
spiriti nel mondo dei vivi. Come insegna anche attualmente lo
spiritismo moderno, essi ritenevano che l'anima, dopo la morte,
dovesse superare grandi difficoltà per potersi disincarnare,
attraversando un periodo critico, che poteva variare da pochi giorni
a diversi anni, prima di separarsi dal corpo.
In Oriente, la dottrina
buddhista e l'induismo tradizionale (ispirato agli antichi Veda)
sostengono alcuni principi che corrispondono perfettamente a uno
spiritismo primitivo: il passaggio delle anime disincarnate a un
altro mondo; il ritorno dell'anima sulla terra in nuove e successive
reincarnazioni; il debito karmico, ossia gli effetti delle nostre
azioni che pesano sull'anima nell'arco del tempo finché, per mezzo
di successive reincarnazioni, lo spirito purificato si integra in
Dio, conoscendo allora uno stato di nirvana o beatitudine
assoluta.
I Greci, che nelle loro
dottrine filosofiche adottarono e rielaborarono non poche idee della
tradizione orientale, credevano fermamente negli spiriti e negli
oracoli. Lo stesso Socrate affermava di essere costantemente seguito
da un saggio spirito familiare; Pitagora e Platone ammettevano
l'esistenza degli spiriti e credevano anche nella dottrina della
reincarnazione.
Nel mondo romano ogni
casa, ogni famiglia ed ogni città erano poste sotto la protezione di
alcuni spiriti familiari (Lari). Le pratiche magiche erano assai
frequenti in tutti gli strati della popolazione e tra queste
soprattutto la magia divinatoria e le evocazioni dei trapassati.
Queste credenze dovevano essere estremamente radicate tra i
cittadini, poiché a lungo si è tentato di sopprimerle.
Con il trionfo del
Cristianesimo, la magia perde il monopolio dei rapporti con il mondo
soprannaturale. Il Dio annunciato dalla nuova religione è unico,
perfetto e onnipotente; la natura obbedisce ciecamente alle sue leggi
e non è concepibile un'altra forza superiore che possa costringere
il Creatore a modificare i suoi disegni. Conseguentemente, tutto ciò
che va contro l'ordine naturale è un crimine contro Dio, il quale dà
la vita all'uomo e la toglie con la morte. Dunque, qualsiasi tipo di
pratica di carattere magico è un fatto demoniaco, intrinsecamente
malvagio e condannabile.
Tuttavia, nonostante la
durezza delle punizioni contro i colpevoli di stregoneria e di
pratiche occulte, le dottrine esoteriche continuarono a sopravvivere
clandestinamente.
Piccolo appunto
personale: in prossimi articoli intendo parlare a proposito del
rapporto/distinzione tra esoterismo, occultismo, stregoneria, poiché,
come noto, la confusione che c'è è parecchia.
Nel XVI secolo,
Paracelso, che con le sue rivoluzionarie teorie era destinato a
sconvolgere le basi della medicina tradizionale, confermava
l'esistenza di un fluido magnetico universale. Questo fluido aveva,
secondo l'ipotesi di Paracelso, un'influenza attiva sul corpo umano,
in modo che sarebbe stato possibile applicare queste forze per la
cura di malattie nervose e di altre affezioni più o meno gravi.
Il fluido universale,
che
si è voluto in qualche modo mettere in relazione con la teoria
spiritista, nel Trattato di medicina magnetica, pubblicato nel
1673 dal medico scozzese W. Maxwell, viene definito come “il fluido
vitale che unisce il corpo e l'anima”, cioè un elemento e una
funzione molto simili alle qualità attribuite al perispirito.
Gli scienziati cercarono
di trasformare le antiche superstizioni e le pratiche curative
eterodosse in una medicina positiva basata sulla ragione e sulla
misura.
La filosofia moderna,
invece, incentra le sue riflessioni sul problema dell'uomo
considerato in sé, cioè in quanto creatura del regno animale che
non può sottrarsi alle leggi del mondo naturale, e lascia ai teologi
le questioni relative alla divinità.
Questa epoca vede, in
tutti i rami del sapere, il germe di un atteggiamento di
chiarificazione a favore della verità e della logica naturale che
sboccherà nel razionalismo, i cui postulati costituiscono la pietra
miliare su cui sono state edificate in seguito la scienza
contemporanea e il pensiero materialista del nostro tempo.
Ma anche se le
conoscenze
scientifiche possono offrire al giorno d'oggi una spiegazione
razionale per molti fenomeni che in passato, a causa dell'ignoranza
delle leggi fisiche e chimiche, erano considerati effetto di un
intervento divino o magico, esiste sempre un limite invalicabile al
di là del quale altri fatti non meno concreti continuano a essere
avvolti dal mistero.
Verso la metà del XIX
secolo avvenne poi in America tutta una serie di fatti insoliti, in
un primo tempo catalogati in quella zona di penombra che la ragione
umana in un determinato momento storico non può ancora confermare.
Ora, la chiave per spiegare quei fatti insoliti venne scoperta poco
dopo, quando fu formulata la dottrina spiritista.
Veniamo ai fatti.
In una fattoria di
Hydesville, nello stato di New York, si produssero strani avvenimenti
che obbligarono la famiglia Weckman, che l'abitava, ad allontanarsi
precipitosamente.
Una notte, un grido di
terrore svegliò i coniugi Weckman: proveniva dalla stanza attigua,
occupata dalla loro figlioletta. Il padre, allarmato, accorse
immediatamente e portò la piccola nella propria camera: la bambina
era sotto choc. Grazie a Dio non le era accaduto nulla di grave e non
appena si fu tranquillizzata tra le braccia della madre, spiegò di
essere stata svegliata da alcuni strani rumori e si era sollevata a
sedere sul letto. Fu allora che sentì una cosa fredda e bianca
strisciare sul suo corpo fino al collo: era una strana mano dalle
dita mobilissime; in quel momento, riferì, gridò e perse
conoscenza. I genitori, presto, si tranquillizzarono, convinti si
trattasse di un incubo e l'episodio fu dimenticato.
Ma, qualche settimana
dopo, sempre di notte, alcuni colpi insistenti risuonarono sulle
pareti di casa. La bimba si svegliò di soprassalto gridando: i colpi
cessarono immediatamente. Comunque, l'idea che la casa potesse essere
abitata da un fantasma ossessionava la signora Weckman, la quel,
d'accordo col marito, decise di abbandonare la casa e trasferirsi
quanto prima a New York.
Questi fatti avevano
avuto luogo nel 1847; alcuni mesi più tardi, dei nuovi inquilini, la
famiglia Fox, occuparono la fattoria.
I Fox erano tenuti in
grande considerazione nella locale chiesa metodista.
Probabilmente,
trattandosi di persone molto religiose non prestarono la minima
attenzione alle voci che circolavano per il paese secondo le quali la
casa era stregata. Ma, non appena i nuovi abitanti si furono
sistemati, i fenomeni ripresero. Il signor Fox avvertì le autorità
e decise di montare la guardia di notte per qualche tempo.
In casa vivevano, oltre
ai coniugi Fox, le loro due figlie minori, Margareth e Kate, di
quattordici e dodici anni.
Dapprima spaventate, le
ragazzine finirono, in seguito, per familiarizzare con l'entità. Una
notte, come d'abitudine, furono svegliate da alcuni colpi che
risuonavano nella stanza. Kate, la più piccola, si divertiva a
rispondere, facendo schioccare le dita e rimanendo in ascolto finché
non riceveva risposta. La signora Fox, seppur preoccupata per le
figlie, vedendo che non accadeva loro nulla di male, decise di
intervenire nella conversazione, dicendo all'entità di contare fino
a dieci: dieci colpi risuonarono nella parete. Attraverso questo
linguaggio dei colpi, ebbe la conferma di avere a che fare con un
fantasma.
La notte seguente, dopo
la mezzanotte, il fantasma si manifestò e, sempre utilizzando il
linguaggio dei colpi, i Fox chiesero all'entità di rispondere alle
loro domande. Uno dei presenti, un quacchero di nome Isaac Port,
compose un rudimentale alfabeto in cui ogni lettera corrispondeva a
un determinato numero di colpi.
Grazie a questo
alfabeto,
fu possibile scoprire l'identità e la storia dello spirito che
emetteva i colpi, il quale dice di essersi chiamato, in vita, Charles
Ryan (o Charles Haynes), di professione venditore ambulante, che nel
1832, all'età di trent'anni, era stato assassinato da un precedente
abitante della casa e sotterrato in cantina. Si scavò nel luogo
indicato e furono ritrovati un pugno di capelli e ossa umane. Una
volta verificati tutti i dati comunicati dallo spirito fu possibile
confermare che un venditore ambulante di nome Charles Ryan era
effettivamente scomparso misteriosamente nel 1832, quando aveva
trent'anni. Era vedovo e padre di cinque figli.
Sembra che, tempo dopo,
Kate ritrattò, asserendo di esser stata lei a produrre i rumori, ma,
in seguito, ritrattò quanto aveva ritrattato.
La notizia di queste
“conversazioni” con i defunti si propagò rapidamente per tutta
l'America e la casa di Hydesville si vide trasformata nel giro di
poco tempo in un centro d'attenzione. Tra coloro che abitavano nei
dintorni, in un primo tempo concordi sulla sincerità dei Fox, le
opinioni si erano divise. I più esaltati credevano di vedere in
quegli avvenimenti la mano del diavolo e vi fu addirittura chi
propose di appiccare fuoco alla fattoria. La famiglia venne
allontanata dalla chiesa metodista; allarmati dall'atteggiamento
della gente, i Fox decisero di trasferirsi in un luogo più sicuro, e
si stabilirono a Rochester, in casa della figlia maggiore. Ma anche
lì, la situazione divenne presto insostenibile: di notte, strane
luci si riflettevano sulle finestre, i mobili e le pareti
scricchiolavano e gli oggetti della casa si spostavano da soli.
Fu allora che gli
spiriti
rassicurarono i vivi spiegando che non avevano nulla da temere: si
erano manifestati perchè era giunto il momento di far conoscere al
mondo intero la verità eterna; accorrevano al fianco degli esseri
amati per guidare i loro passi e per consolarli in questa valle di
lacrime. Le sorelle Fox, che incominciavano allora la loro carriera
di medium (non esenti da sospetti di mistificazione), ricevettero
l'incarico di celebrare riunioni e assemblee in cui gli spiriti
avrebbero comunicato i loro messaggi di pace e di felicità.

Nel giro di poco tempo,
le riunioni spiritiche si moltiplicarono: non solo intorno a
Margareth e a Kate Fox, ma anche con altri medium che grazie a loro
avevano scoperto le proprie facoltà. Si formò, in questo modo, un
primo nucleo di adepti, i quali, pieni di entusiasmo, organizzarono
una grande assemblea pubblica il 14 novembre 1849 a Manchester.
Questo avvenimento segna l'inizio ufficiale del movimento spiritista.
Nel 1852, a Cleveland, si celebrava il primo Congresso Spiritista e
nel 1854 vi erano in America più di tre milioni di spiritisti e
circa diecimila medium attivi.
Una commissione di
medium
americani si dedicò, negli anni successivi, a percorrere i
principali paesi d'Europa suscitando al suo passaggio un enorme
interesse. Eminenti personalità del mondo scientifico, letterario,
ecclesiastico, militare e artistico si mostrarono entusiasti nei
confronti dei fenomeni. Nei salotti dell'alta società, frequentati
da scrittori e filosofi, si discuteva appassionatamente l'argomento e
si organizzavano riunioni in cui venivano invocati gli esseri
dell'Aldilà.
Vedremo, in prossimi
articoli, Allan Kardec e le basi della dottrina spiritista, oltre al
rovescio della medaglia, vale a dire le mistificazioni e i pericoli
connessi allo spiritismo.
Bibliografia:
T. Rilk, Guida allo spiritismo, Giovanni De Vecchi Editore, Milano 1994.