Intervista a Penelope Delle Colonne

(Intervista raccolta da Gabriele Luzzini)

Penelope delle Colonne è una presenza ormai consolidata nel panorama editoriale con la sua opera ‘Vodka & Inferno – la morte fidanzata’, storia di vampiri e amore ma non solo.
In questa intervista ci confronteremo con lei e le ombre che l’hanno sostenuta nella creazione del suo originalissimo universo letterario.
Ciao Penelope e benvenuta oltre la Soglia…


1) ‘Vodka & Inferno – La Morte Fidanzata’ evidenzia una ricerca molto accurata e precisione nei dettagli. La parte documentale ha preceduto la stesura oppure è stata contestuale?
Entrambe. Vodka&Inferno è una storia nata prima ma anche durante. Un corpo in crescita.

2) Il nome del protagonista, Viktor, è una dichiarazione d’intenti nel confronti del Romanzo Gotico ma se dovessi incastonare la tua opera in un genere, in quale preferiresti essere riconosciuta?
Viktor richiama Victor Frankenstein, il creatore del mostro. Il mio Viktor è il mostro stesso ma anche creatore di altri mostri. Diciamo che amo molto Tarantino e Tim Burton. Direi un Gothic Pulp?

3) Venezia e Soroka sono entrambe caratterizzate dal fascino decadente che aleggia sulla storia. La sensazione è che comunque siano state ‘filtrate’ dalla sensibilità dell’Autrice, rendendole quasi città immaginarie. E’ una visione corretta? E in quale delle due costruiresti il tuo castello?
Venezia e Soroka sono due entità distanti ma simili. Entrambe circondate da acqua stagnante, entrambe percorse da personaggi senza scrupoli. Una è il terrazzo d’Europa che si affaccia verso Est, l’altra è il tetto d’Europa che alza gli occhi verso il Nord. Costruirei il mio castello certamente a Soroka. Ode a te mia Soroka. Terra di scoperte, di neve e di rosa. Vanno e vengono dal tuo seno ma infine restano, perché tu sei Madre e Matrigna, Mostro indecente e Regina dell’inverno. Bocca dell’inferno e ali del Paradiso. Selvaggia per sempre, per sempre illuminata e notturna. Nessuno mai come te. Solo per i coraggiosi. Vince chi resta.
«Noi eravamo i crudeli
i meschini
noi eravamo tutto quello
che loro avrebbero voluto
essere
e non sarebbero mai stati.»

4) Alcuni personaggi quali ‘Frattaglia’ e ‘Carnemolla’ sembrano quasi delle Maschere della Tradizione, sia per il nome che per alcune situazioni in cui si vengono a trovare anche se prevale comunque la fascinazione della tenebra. Da dove nasce un’idea così originale?
Frattaglia è un Arlecchino demone, Carnemolla forse un Pantalone bugiardo, Viktor una Colombina a rovescio. Pochi sanno che il nome Arlecchino deriva da Erlenkönig, un folletto della mitologia scandinava alla guida di un nugolo infernale di anime. Inoltre c’è un diavolo citato da Dante Alighieri chiamato da Alichino che guidava un corteo pieno di anime in pena.

5) Il tuo nom de plume ‘Penelope delle Colonne’ ha indubbiamente un allure che attinge ai canoni del Classico e che ritroviamo peraltro in alcuni passaggi del tuo romanzo. C’è qualche principio ispiratore che vuoi menzionare?
Io sono la Tessitrice, quella che tesse le storie. Fa e poi disfa. Disfa e poi fa. Scrivo in colonna per citare le mie “Colonne” che possono essere anche le Colonne d’Ercole, quelle che nessun uomo è riuscito a varcare. Forse una donna ci riuscirà, chissà…

6) C’è un tuo corrispettivo personale per la bevanda illustrata nel romanzo, ovviamente non con gli stessi ‘effetti’?
Sono astemia. Bevo solo acqua senza bollicine perché ho molto da nascondere.

7) Nel tuo scritto un ruolo importante riveste la memoria e la capacità di saper accettare sia i propri cambiamenti che l’ineluttabile, senza però scivolare nel nichilismo più bieco. Quale importanza hanno i ricordi nella tua narrazione?
Io credo nell’immaginazione più che nei ricordi. L’immaginazione scarta ciò che non serve del passato e usa il resto per creare.

8) Scrivi :«Credi che la musica sia solo bene e soffio d’anima ma dimentichi che Dio resta in poltrona Mentre il diavolo balla.» . Quale colonna sonora suggeriresti per ‘Vodka & Inferno – La Morte Fidanzata’?
Per la religione cristiana delle origini, la musica era arte del diavolo. Danzare era una caratteristica diabolica, le streghe danzano intorno al fuoco col caprone non le suore.

9) Immagino che tu stia già lavorando al tomo successivo della saga: ci vuoi far assaporare qualche anticipazione?
«I nostri sono tempi bui.
Tempi di gelo, corse e magia bruna.
Tempi di lupi, morti e sfortuna.
D’amore, d’orrore, d’ avventura.
Tempi di crudele Malaluna.»

10) Per concludere, sei mai stata protagonista o testimone di eventi insoliti e ce ne vuoi parlare?
Soffro di paralisi notturne. Un demone lungo e nero viene a trovarmi ogni luna.

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