Persa nel Tempo – di Lince Rossa

Vaga e opaca scivola la nebbia;
nei tenui riflessi di luci accese
incalza trascinando ombre nel Nulla.
Da sempre cedo al suo dolce richiamo,
afflato del mio divino messaggero,
ponte sospeso tra Nulla ed Essere.
Le mie membra, ormai già intorpidite,
lascio vagare nel suo manto umido
in trepidante ascolto del Battito.
Il tempo tace, nel deserto della Via
vedo il silenzio mostrarmi il varco:
ad occhi chiusi ne supero i confini.
L’attimo sfioro, ne afferro i bordi.
Di blu splende il nucleo del mio Essere
nel sublime tocco, la forma dell’informe.
L’estasi mi cheta fino al richiamo dei sensi
che sospingono al ritorno;
ed i miei piedi nudi toccano terra.