La poesia non č meno misteriosa degli altri elementidell'Universo.
(J. L. Borges)

I profumi, i colori e i suoni si rispondono.
(C. Baudelaire)

La vera poesia puņ comunicare anche prima di essere capita.
(T.S. Eliot)

Io

di Gabriele Luzzini


Smarrito nella fortezza di specchi
dove le pietre son eterea sostanza
che scema e svanisce ogni distanza,
e i corvi non giungono coi loro becchi,

giaccio in pensieri di linfa inaudita
tra ragnatele di sogni e di attesa
mentre campane che suonan a distesa
mi riportan aldilą della trama ordita.

Ogni respiro deforma il presente
rito di vita che giunge remoto
golem di rabbia, pneumatico vuoto,
del divenir sperduta sorgente.

Le melodie ora son dissonanti
paion latrati di cani crudeli
rose carminie, puntuti asfodeli,
ossa di vetro, di scaglie e di canti.

Intanto il maniero ormai si disgrega
subitaneo, s'infrangon i cristalli
brucia la legna che scioglie i metalli
mentre il Fato la sua vela spiega.

Non tarderņ, ripreso č il cammino
Mi volto a guardare ciņ che rimane
tumuli e roccia, sciagura immane
rovine fumanti, nel primo mattino.