Non è necessario credere in una fonte sovrannaturale del male:gli uomini da soli sono perfettamente capaci di qualsiasi malvagità.
(J.Conrad)

E' bene a volte lasciare uno spiraglio per una spiegazione razionale, ma, per così dire, lasciatelo tanto stretto che la spiegazione non sia praticabile.
(M. Rodhes James)

Il mistero della scrittura è che in essa non c'è alcun mistero.
(J. Saramago)

Cambiando abitudini

di Gabriele Luzzini


Guglielmo guardò in controluce il liquido color rubino e dopo portò il bicchiere vicino alle labbra, inspirando profondamente. Il bouquet armonioso gli solleticava la mente mentre stava riflettendo sugli ultimi mutamenti che lo avevano visto protagonista. Sottili fili argentati stavano insinuandosi sulle tempie, miscelandosi a quelli corvini.
Il legno crepitava con vivacità mentre l'inequivocabile aroma delle braci si diffondeva e si amalgamava con quello del vino.
Appoggiò le labbra al cristallo e si concesse un generoso sorso. Lasciò che le sensazioni lo permeassero nel profondo, smarrendosi in una selva aromatica piuttosto ricercata, con una nota eterea ed un residuo di vaniglia.
Più tardi, avrebbe terminato la poesia che stava scrivendo. I versi si stavano rincorrendo nella sua coscienza, inserendosi come tessere di un mosaico che assumeva forma.
Le passioni erano mutate nel corso negli anni e quella per il vino era davvero recente. Un incontro occasionale scaturito da un dono inviatogli dal suo editore. Nell'arco di qualche mese, la sua curiosità aveva incoraggiato questa propensione all'alcolico liquido. Rosso, bianco, giovane, barricato...
Il tessuto damascato del divano sembrava avvolgere i suoi pensieri che mulinavano ininterrottamente.
Il vino stava allentando il suo animo, lasciando uscire rime squisite dall'armatura materiale che era il suo corpo. Lo spirito si librava alto, oltre la quotidianità.
La metrica incespicava ancora ma con qualche piccola cesellatura avrebbe risolto l'armonia.
Vino e poesia. Si fondevano e si compenetravano come cerchi concentrici sulla superficie di uno stagno. Entrambi erano sorretti dalla ricerca del perfetto ed assoluto equilibrio. Il santo Graal dell'eccellenza.
Si concesse un altro sorso, indugiando con esasperata lentezza. Si lasciò attraversare in ogni molecola, accorgendosi di certe note di gusto che non aveva percepito prima. Il vino riusciva sempre a proporre preziose sorprese.
Alcune gocce di color granato erano state imprigionate dai baffi sottili. Estrasse un fazzoletto finemente ricamato dalla tasca della giacca e le rimosse.
Sapeva di dover andare nel suo studio per poter fermare i versi poetici che ormai si erano allineati, vergandoli su fogli di carta filigranata, ma si stava lasciando cullare da una sensazione di assoluto rilassamento.
Il fuoco aveva perso intensità e si costrinse ad alzarsi per ravvivarlo, ponendo un altro ceppo sugli alari in ferro battuto e muovendo la brace con la pinza.
Le lingue infuocate aggredirono subitanee il pezzo di legno e un calore più intenso si diffuse nelle immediate vicinanze.
Improvviso. Come la scintilla di un'idea sostenuta dalla spiritualità del vino.
Guglielmo raggiunse lo specchio dalla sontuosa cornice rinascimentale che ornava la parete più lontana del salone.
Si passò la lingua sui canini straordinariamente lunghi e sorrise notando che la sua immagine non veniva riflessa. Era sempre stato così.
Stava cambiando abitudini ed il vino aveva sostituito barbare e bestiali attitudini di altri tempi.
Il vino... L'anima dei poeti.