Redenzione – di E. Mastrangelo

Come farai,
povera anima intossicata,
a sputare tutto quel veleno?
Povero spirito
mutato in delicato cristallo,
che ogni urto dal lato sbagliato
– un semplice solletico! –
può mandare in pezzi
affilati pezzi,
taglienti pezzi.
Povera anima,
coi piedi orribilmente tagliati,
cammini sulla spiaggia,
tra sale e sabbia,
in splendidi panorami,
ed atroci dolori.
Come farai,
povera anima intossicata,
a sputare tutto quel veleno?
Povera anima malata,
come il degente a letto costretto,
cui poco cibo è consentito toccare,
ed insipido ed insapore,
per le troppe medicine assunte.
Ed il resto potrebbe ucciderlo.

Come farai,
povera anima avvelenata,
a sputare tutto quel veleno?
Aneli a cibi forti, forti musiche,
aria fina e virile, un sole ed un mare,
la tua vita di prima,
di prima di quel – bacio? –
di quel morso di serpe.