Ricerche psichiche oltre la Cortina di ferro * 1° parte – di A. Rossignoli

Secondo il giornalista americano Clifford Linedecker esperimenti di guerra parapsichica sarebbero stati tentati durante il secondo conflitto mondiale. Da una parte si erano schierati l’astrologa Sybil Leek ed il sensitivo e scrittore Ian Fleming, alle dipendenze di un team di psicospie al servizio di Churchill; dall’altra parte, l’astrologo svizzero Karl Krafft, che assieme a diversi satanisti lavorava con le spie del Terzo Reich.

– Operazione Sovrana

Nel quadro dell’operazione Sovrana, che consisteva nello spiare in trance le basi delle V-2 sul Baltico, gli Alleati avevano assunto un certo dottor Ernesto Montgomery, un sacerdote giamaicano di Kingston che sin dalla più tenera età aveva rivelato notevoli poteri paranormali, dalla chiaroveggenza alla capacità di viaggiare in astrale. Proprio in astrale, Montgomery, per conto degli Alleati, avrebbe spiato i piani dei nazisti. Sappiamo inoltre che i nazisti certamente condussero delle ricerche nell’ambito del paranormale, fissati com’erano con l’occulto. Peraltro, è provato che durante la guerra, i sovietici incentivassero le ricerche nel campo del mentalismo.

Occorrerà, però, aspettare la perestrojka: solo allora la Russia aprì i propri dossier e rivelò che i servizi segreti, all’epoca di Lenin e Stalin, avevano studiato il paranormale. Si cercava di capire in che modo le facoltà extrasensoriali potessero venir usate per colpire il nemico, nel caso specifico gli americani. La telepatia, se debitamente usata, avrebbe potuto permettere di frugare nella mente dei capi di stato, per testare la fedeltà di quelli aderenti al Patto di Varsavia, o per anticipare le mosse dei nemici oltre la cortina di ferro; la telecinesi avrebbe potuto essere impiegata con buon successo per uccidere a distanza, la precognizione per conoscere i maneggi del Pentagono e così via.

Negli anni Sessanta, il Kgb studiò gli effetti della psicocinesi sul fisico umano. E nel mirino finì una sensitiva di nome Nelya Mikhailova, di Leningrado, che si diceva sapesse muovere gli oggetti a distanza. La Mikhailova riusciva perfino ad auto-causarsi ustioni di terzo grado sullo stomaco soltanto pensandolo. La donna, si legge nei rapporti del Kgb, ogni qual volta si sottoponeva ad un esperimento di psicocinesi, perdeva peso: come se trasformasse la materia del suo corpo in energia.

E molti medium occidentali hanno rilevato lo stesso calo di peso durante le sedute di psicocinesi.

Nei dossier sovietici c’è molto. Il riferimento è al libro Psychic Discoveries Behind the Iron Curtain, pubblicato in America (con straordinaria facilità, grazie a finanziamenti occulti dei servizi segreti russi, che speravano, in tal modo, che anche i loro antagonisti statunitensi aprissero i loro archivi segreti e, allo stesso tempo, lanciare un monito all’Occidente, svelando di essere enormemente avanti nella ricerca dello spionaggio paranormale) da due studiose, Sheila Ostrander, canadese, e Lynn Schroeder, americana.

Vi si afferma che, ad esempio, uno dei padri della parapsicologia sovietica, il fisiologo Leonid Vasiliev, utilizzò la telepatia per condizionare mentalmente Stalin; così, si legge nei rapporti, il leader russo assegnò a Vasiliev, nel 1923, un incarico che da tempo sognava, ossia l’ordine di studiare a fondo la telepatia, per conto dello Stato, presso l’Istituto Bekhterev.

Come commentano le due giornaliste occidentali, ipnotizzare qualcuno telepaticamente è stato sempre considerato, negli Stati Uniti, un atto scorretto; non così in Unione Sovietica; ed è l’ipnotismo più che la telepatia che ha sconcertato la gente.

– La congiura su Nina Kulaghina

Nel 1966 Karl Nikolaiev, telepate, aveva condotto un esperimento di telepatia das Mosca alla Siberia (fu dopo questo successo che i russi cominciarono a sentir parlare di PSI) e, nel giro di un anno, prese parte ad alcuni test supermoderni e molto strani. All’Università di Leningrado venne messo in una stanza piena di macchinari che registravano le sue reazioni corporee, mentre a Mosca alcuni scienziati cercavano di inviargli dei messaggi Morse mediante telepatia. L’esperimento ebbe successo; i mutamenti delle onde cerebrali del sensitivo vennero registrati e decifrati fino ad ottenere una parola.

Testata dagli americani negli anni Sessanta per delle prove sui sottomarini nucleari, la telepatia era già stata studiata discretamente un quarto di secolo prima (anche se il primo laboratorio di studio patrocinato da un governo nacque in Olanda); furono comunque proprio le voci (oggi ritenute infondate) sugli esperimenti americani a bordo del sottomarino Nautilus che spinsero i sovietici a creare, dieci mesi dopo, con il dottor Edward Naumov, uno speciale laboratorio presso l’Istituto di Fisica del Collegio di Stato di Ingegneria Strumentale di Mosca. La creazione del laboratorio, del quale Naumov ricopriva il ruolo di Capo della Parapsicologia Tecnica, ebbe il benestare di molti eminenti studiosi: il professor Terletsky, il dottor Sitkovsky dell’Accademia di Scienze Sociali, il dottor Oschchepkov, scopritore del radar in Unione Sovietica e direttore dell’Istituto di Ingegneria.

Ora, la differenza rispetto agli americani venne sottolineata dallo stesso Naumov: «Anche qui abbiamo una folta schiera di scettici; però, in parte grazie alle dimostrazioni di ESP del dottor Rhine in America, i nostri ricercatori non sono impegnati ancora a dimostrare che l’ESP esiste, ma cercano di capire come e perchè funzioni la forza PSI».

Oltre quaranta scienziati, fra cui due premi Nobel, testarono con la telecinetica Nelya Mikhailova; i risultati con la sensitiva pare fossero strabilianti. Ma la donna venne seguita soprattutto dal dottor Vasiliev fino alla morte, nel 1966. Curiosamente, Vasiliev non aveva più lavorato ufficialmente negli ultimi sei anni di vita; oggi sappiamo invece che eseguì all’insaputa del governo ulteriori test con la sensitiva, che era in grado di muovere a distanza scatole di fiammiferi o bicchieri senza toccarli. Probabilmente, spaventato dal potere che questa donna era in grado di scatenare, temeva che le autorità potessero utilizzare la telecinesi come arma di guerra (preoccupazioni, peraltro giustificate; durante il mandato di Gorbachev, nel 1989, il sensitivo, ipnotista e guaritore Anatoli Kashpirovkij, osannato in televisione anche dal ministro degli Esteri Gherassimov, lavorava segretamente per il leader nazionalista Vladimir Zhirinovski ed utilizzava le proprie abilità per ammaliare milioni di potenziali elettori; fortunatamente in seguito prese le distanze dal partito ultranazionalista).

Anche Nelya venne strumentalizzata dal Partito; divenuta troppo popolare, colpevole di aver attirato su di sé l’attenzione dell’Occidente nonché temendo che qualche potenza nemica, in clima di Guerra Fredda, cercasse di allungare le mani sulla donna, alla vigilia del Congresso di Parapsicologia tenuto a Mosca nel 1968, al quale la Pravda aveva dato un benvenuto selvaggio, la stampa si accanì contro di lei, definendola ciarlatana e truffatrice.

Come dichiara la Ostrander, oggi abbiamo le prove che la Pravda era controllata da Breznev, quindi questi attacchi (tra cui anche telefonate minatorie) non furono casuali: vi erano dunque grandi gruppi di potere che controllavano la cosa.

Il nome “Nelya Mikhailova”, poi, è uno pseudonimo, per cui i suoi disturbatori (soprattutto telefonici) dovevano conoscere il suo nome vero, Ninel Sergeyevna Kulaghina, e il suo indirizzo.

Il risultato fu che la Kulaghina non poté partecipare alla conferenza e nessuno straniero poté vederla.

Questa conferenza, comunque, non fu resa pubblica, all’epoca.

Ad ogni modo, la Mikhailova non era apparsa improvvisamente sulla scena scientifica sovietica come medium psicocinetica. Parecchi anni prima, Nelya era convalescente da una malattia in un ospedale di Leningrado e, per passare il tempo, cominciò a ricamare. Un giorno l’infermiera le portò un sacchetto di fili colorati e Nelya, senza guardare, infilò la mano nel sacchetto: voleva il filo rosso, giallo e verde e quando tirò fuori la mano i colori erano quelli. Improvvisamente si rese conto di averli scelti fra tanti colori nel sacchetto senza vederli: in qualche modo, la sua mano aveva “riconosciuto” il colore.

Tornata a casa, lesse un articolo sulla sensitiva Rosa Kuleshova che, apparentemente, riusciva a “vedere”i colori con le mani, proprio come Nelya, la quale ne parlo ai suoi medici, al successivo controllo: Per ironia della sorte, pare che uno dei suoi dottori, S. G. Feinburg, fino ad allora convinto scettico sulla percezione extraretinica e sulle capacità psichiche in genere, finì col diventare uno dei più accaniti assertori del paranormale.

La scoperta dei nuovi talenti portò ben presto Nelya da uno dei più grandi fisiologi sovietici, Leonid Vasiliev, che eseguì accuratissime prove delle sue capacità e organizzò dimostrazioni di fronte a gruppi di studiosi. Nel 1964 fu convocata una conferenza speciale di scienziati ad altissimo livello perchè assistessero ad una dimostrazione della Mikhailova e, a quanto pare, fu un successo.

Il dottor Vasiliev cominciò a pensare come potesse avvenire la percezione attraverso la pelle. Se la mani della Mikhailova riuscivano a “vedere”, forse emanavano una forma di energia X e, se di energia si trattava, forse poteva fare altre cose oltre alla percezione extraretinica. Nel bel mezzo di un esperimento di percezione attraverso la pelle, Vasiliev si ricordò che un famoso ricercatore greco, il dottor A. Tanagras, aveva scoperto che una delle donne da lui studiate riusciva a far girare l’ago di una bussola tenendovi sopra le mani. Senza perdere tempo, Vasiliev trovò una bussola, la mise davanti a Nelya e la incoraggiò a provare. Era un esperimento senza precedenti e quindi Nelya non aveva alcuna possibilità di prepararsi in anticipo. Allungò le mani sulla bussola, l’ago girò. Il dottor Vasiliev aveva scoperto un talento PK.

Iniziò da allora una lunga serie di esperimenti, poi improvvisamente interrotti prima che si potesse studiare a fondo il potere di Nelya. La donna fu accusata di cambio di valuta al mercato nero (all’epoca, uno dei pochi, diffusissimi mezzi di sussistenza); arrestata e condannata, poté salvarsi solo grazie alle pressioni di Vasiliev, che nel frattempo era stato insignito dell’Ordine di Lenin, una delle massime onorificenze sovietiche. Ma, secondo i parapsicologi, c’era probabilmente un altro motivo, segreto, per cui le autorità avevano autorizzato il rilascio: la telecinesi della Kulaghina rappresentava l’arma perfetta del futuro ed il Kgb voleva a tutti i costi mettervi le mani sopra: la psicocinesi poteva essere usata come arma.

– Esperimenti nello spazio

Nel 1967 la rivista russa Maritime News pubblicava questa notizia: «I cosmonauti in orbita sembrano avere la capacità di comunicare telepaticamente fra loro più facilmente che con la gente a terra. Un sistema di preparazione PSI è stato inserito nel programma di addestramento dei cosmonauti. Si spera che possa aiutarli a prevedere ed evitare eventuali pericoli».

Come affermò, quattro anni prima, il dottor E. B. Konneci, quando era direttore della Biotecnologia e Tecnologia e Ricerca Umana all’Ente Nazionale Aeronautico e Spaziale, nel programma spaziale sovietico viene studiata la natura e l’essenza di alcuni fenomeni di comunicazione elettromagnetica fra organismi viventi.

Nel marzo 1967 i sovietici avevano trasmesso un messaggio telepatico in codice da Mosca a Leningrado. Per farlo si erano serviti di quasi tutte le conoscenze appena acquisite sulla fisiologia dell’ESP. Nikolaiev fu il ricevente e Yuri Kamensky il mittente. L’esperimento funzionò, anche perchè Nikolaiev aveva una fibra resistentissima e si sottoponeva a sedute di addestramento particolarmente dure.

Dalla fine degli anni Ottanta, nel clima di maggiore libertà inaugurato da Gorbachev, parapsicologia, esoterismo e misteri sono tornati prepotentemente alla luce, anche nei loro aspetti deteriori, e nelle edicole sono comparse riviste a tema; personaggi come Djuna Davitashvili, la sensitiva georgiana di fiducia di Breznev, hanno cominciato a girare per il mondo invitate dalle varie televisioni; e furoreggiavano personaggi come il chimico Gennadi Markov di Novosibirsk, che affermava di aver costruito una macchina speciale in grado di mettere chiunque in contatto con il mondo degli spiriti e gli alieni, nonché di realizzare veggenze e pronostici; si sprecano poi i cialtroni che vendono mirabolanti macchine per la lettura dell’aura, il tutto in un crescendo di irrazionalità tale, inevitabile dopo decenni di censure, che il 18 settembre 2002 il quotidiano Russia Today ha pubblicato una sorta di schedatura delle religioni e dei culti, invero assai generalizzante e confusionaria, in termini allarmanti, peraltro.

Vi sono poi personaggi come il guaritore Sergey Gagarin, che afferma di avere ottenuto un diploma di pranoterapeuta direttamente dall’Accademia delle Scienze, nel 1990. Se ne può dubitare, ma se fosse vero, significherebbe che l’università vendeva titoli dietro compenso.

– La memoria dell’acqua

Robert Amadou era considerato dall’occultista belga Julien Tondriau come uno dei più brillanti rappresentanti della scuola moderna di parapsicologia, vale a dire la corrente scettica che rifiuta lo spiritismo e la pranoterapia, ed ammette solo l’esistenza di PK, chiaroveggenza, telepatia e precognizione, ma sotto stretto controllo scientifico.

Dagli anni Novanta, uno staff di 60 specialisti della percezione extrasensoriale ha lavorato per il Ministero della Difesa, che ha creato un Centro Statale per la Medicina di Frontiera a Mosca, una copertura con la quale si cela l’ESP-spionaggio sotto la facciata della ricerca medica.

Ancora, la studiosa slava di sciamanesimo Larissa Vilenskaya, di Menlo Park (California), si è recata in Russia nell’estate del 1993 per studiare il folklore locale alla ricerca di possibili relazioni tra le visioni degli sciamani siberiani, le droghe allucinogene che questi utilizzano, lo Yoga e l’extrasensorialità.

E ancora, studi sui poteri paranormali sono stati condotti in diversi laboratori, centri medici ed università in Finlandia, Ucraina e Russia dal ricercatore Sergei Nikolayevich Sivkov e sono stati ripresi persino da un bollettino telematico medico arabo.

In particolare, citando la contestata teoria dello studioso francese Jacques Benveniste, convinto dell’esistenza di una “memoria dell’acqua” che legittimerebbe l’omeopatia, Sivkov ritiene che, sulla base della conoscenza della memoria dell’acqua, la questione riguardante le interazioni extra sensoriali subisca una nuova fase di sviluppo: ci si chiede, in particolare, se gli effetti extra-sensoriali possano essere studiati su reazioni biochimiche specifiche, così come sui sistemi fisico-chimici più semplici.

Ad ogni modo, è bene essere cauti riguardo agli studi di Sivkov: sarebbero utili delle conferme indipendenti a questi studi.

Più documentabile è lo studio condotto (1993) con i russi da Larissa Vilenskaya ed Edwin C. May, medico del Cognitive Sciences Laboratory al Science Applications International Corporation (SAIC) di Menlo Park, in California. I due ricercatori, in un loro paper, riportano i dettagli tecnici della loro ricerca sulla psicocinesi, basata su un esperimento del seguente tipo.

Un uomo si poneva in piedi, a gambe larghe, a mezzo metro da un tavolo sul quale era appoggiato un termostato pieno d’acqua. Si concentrava per 3-5 minuti sull’oggetto e riusciva a portare la temperatura da 5 a 48° C.

Un analogo test era stato condotto nel 1970 da un sensitivo danese, Jorgensen, un giovane insegnante di storia che riusciva a spaccare in due, con la forza del pensiero, un vetro.

Lo stesso faceva, nel 1966, la giovane Marlyse, una ragazzina svizzera di tredici anni e mezzo che, in fase puberale, aveva sviluppato incredibili poteri telecinetici grazia ai quali riusciva, inconsciamente, a spaccare i vetri della propria casa, a Thoune (poiché nessun parapsicologo, prima dell’interesse di Gilbert Bourquin, seguì il caso, nel novembre 1966 si sparse la voce che la casa fosse infestata dai fantasmi).

E nel 1974, il dottor Stenman aveva collegato dei sensori alla testa del giovane Kevin, un ragazzino capace di far suonare a distanza dei campanelli.

Il dottor Juri S. Dolin ha invece sperimentato, a Mosca, con i suoi collaboratori, riguardo alla possibilità di influenzare telecineticamente la materia a grande distanza, ponendo i bersagli a chilometri di distanza, utilizzando dei sensori ad alto voltaggio o frequenza.

Altri test sono stati condotti su colture di tessuto a San Pietroburgo; lo staff del biologo Juri V. Tyagotin ha messo alla prova i poteri del sensitivo Jevgeny G. Bondarenko e di altri tre elementi; ai test di trasmissione psichica ha partecipato attivamente lo stesso Tyagotin, che è telecinetico.

I sensitivi, un po’ come nel film Firestarter, si ponevano ad una distanza variabile tra i due e i ventiquattro metri di distanza (anche se, in alcuni test, arrivarono persino a 96 metri), interferendo su dei cilindri contenenti cellule in coltura, alterandone la scissione molecolare.

Bibliografia: A. Lissoni, Psicospie, Editoriale Olimpia, Roma, 2003.