Rugiada – di di G. Abiusi

Cuore naufragato stanco e inquieto.
Sono come un battello in balia delle onde burrascose.
L’eco della voce disperata e potente,
perde forza in mezzo a desolazione e illusione.
Prendo e perdo ritmo.
Cedo.
Non ho più le forze necessarie.
Entro in un vortice che mi risucchia
E mi trasforma purificandomi l’anima in vapore.
Sollevato vengo trascinato e poi lasciato cadere
Su campi illuminati dai primi sottili raggi
Dell’alba.