Simbolismo e Terapeutica della Rosa – di Viviana Donato

“Se Zeus volesse donare un regno ai fiori, la rosa regnerebbe su tutti.”
(Saffo)

Gli antichi Egizi consideravano la Rosa quale il simbolo della “Conoscenza Segreta”, ed era consacrata ad Iside. Presso i Greci era il simbolo della gioia, della bellezza, dell’amore e quindi sacra ad Afrodite. Il mito narra che la dea, innamorata del giovane cacciatore Adone, nulla potè fare per salvarlo dalla morte causata dall’attacco di un cinghiale. Nel soccorrere il suo amato, Afrodite si ferì con dei rovi e dal suo sangue sbocciarono delle Rose rosse. Zeus commosso dal dolore di Afrodite, permise ad Adone di vivere per quattro mesi nell‘Ade e per quattro nel mondo dei vivi, altri quattro, invece, dove avrebbe preferito. Per questo motivo la Rosa venne considerata il simbolo dell’amore che vince la morte, ma anche della rinascita. Questo fiore veniva coltivato nei giardini funerari ed era spesso ornamento di tombe, per garantire al defunto il raggiungimento dell’immortalità nell’altra vita. Ecate era talvolta rappresentata con una corona di Rose.

La dea Aurora veniva spesso chiamata “la dea dalle dita di rosa” (rododaktulos), perché associata al sorgere del Sole. Nei culti dedicati a Dioniso si usavano ghirlande di Rose poiché si credeva avessero la facoltà di alleviare gli effetti dell’ubriachezza e che potessero far sì che gli ebbri non raccontassero i loro segreti. Questo legame tra Rosa e Segretezza lo ritroveremo in seguito nel Medioevo cristiano, dove una Rosa a cinque petali era posta sul confessionale come simbolo di riservatezza e segreto: l’iscrizione “sub rosae” significava infatti porsi sotto il sigillo del silenzio e della discrezione.
Anche a Roma la Rosa rivestì una notevole importanza; sacra a Venere, era uno dei fiori con cui venivano adornate le tombe. Ciò avveniva principalmente in cerimonie chiamate Rosalia che avevano luogo, secondo la località in cui erano svolte, in un periodo compreso tra il mese di Maggio e quello di Luglio; durante questi riti si offrivano delle Rose ai Mani, le anime dei defunti ritenute divinità protettrici del focolare domestico. Era poi consuetudine gettare petali di Rose al passaggio dell’imperatore e di Rose era la corona che egli portava sul capo.
La simbologia cristiana medioevale fa della Rosa il simbolo dell’Amore Sacro, dal sentimento mistico della “Rosa candida” di Dante alla Passione di Cristo simboleggiata dalla Rosa di colore rosso sangue. Come nel mondo cattolico la Rosa rappresenta il sangue del Cristo, così in quello islamico è simbolo del sangue di Maometto. Per la tradizione islamica la Rosa è l’emblema di un percorso metafisico che mira alla trasformazione profonda della coscienza. Nel Sufismo questo sentiero era detto “Sebil-el-Uard”, ovvero la “Via della Rosa”.
Sempre connesso al simbolismo di questo fiore fu l’ordine cavalleresco reclutato da Re Artù per la ricerca del Graal, ovvero quell’ordine chiamato “La Rose Noire”.
I Rosacroce, famoso ordine ermetico cristiano, elessero la Rosa quale loro simbolo, a rappresentare la più alta forma di coscienza e di elevazione spirituale.
Negli antichi manoscritti alchemici, la Rosa è stata spesso definita il Fiore dei Saggi, emblema dell’apertura della coscienza.

Dal punto di vista spagirico, la signatura rerum della Rosa ne fa un ottimo rimedio per riequlibrare il cuore in seguito a delusioni e dispiaceri, infatti essa corrisponde all’armonia (Venere) del cuore (Sole), ed i segni zodiacali interessati, ovvero Ariete (pericardio) e Leone (cuore) sono i settori fisici ed energetici sui quali andrà ad agire, coadiuvati dalla Bilancia (reni) con la sua funzione di armonizzazione.
In erboristeria, la cosiddetta acqua di Rose, ottenuta dall’infusione dei petali, trova largo impiego, oltre che per la cosmesi della pelle, anche per lavaggi oculari in caso di occhi stanchi o irritati, come lenitivo in caso di ustioni, eczemi e infiammazioni, pruriti.
Il gemmoderivato di giovani germogli regola la risposta immunitaria dell’organismo, conferendo al preparato un’efficace azione contro varie forme allergiche. E’ inoltre utile in caso di insufficienza venosa, capillari fragili e varici. Molto utilizzata in fitoterapia è la Rosa selvatica (Rosa Canina), le cui bacche contengono vitamina C in quantità fino a 50-100 volte superiore rispetto agli agrumi e rappresentano oltre che un rimedio contro gli stati influenzali, anche un ottimo tonico per l’esaurimento psico-fisico, aiutano a sconfiggere lo stress ed hanno un’azione purificante in quanto stimolano l’eliminazione delle tossine attraverso la diuresi.

Signatura planetaria: Venere – Sole
Segni zodiacali: Ariete – Leone – Bilancia

 

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