Sparizioni di Massa – di Gabriele Luzzini

Analizzando la Storia e alcuni episodi che l’hanno caratterizzata, talvolta ci si imbatte in cronache su cui l’inspiegabile ha fatto scendere un denso sipario e che tutt’oggi risultano avviluppate in una coltre di mistero.
Leggendo alcuni resoconti, infatti, è possibile incontrare descrizioni di sparizioni massive di eserciti, non causate da evidenti cause belliche.

Un caso piuttosto documentato accadde nel corso della cruenta campagna di Gallipoli, durante la 1° guerra Mondiale, e coinvolse il primo reggimento britannico di Norfolk che era sotto il comando del colonnello Horace Beauchamp.
Composto da 16 ufficiali e 250 soldati, incalzò i nemici fino ad una foresta, inoltrandosi nella stessa per poi sparire senza lasciare alcuna traccia.
La segnalazione emerge dal resoconto di un testimone oculare che troviamo in un dispaccio inviato dal generale Ian Hamilton al segretario di guerra Earl Kitchener.
Inoltre, nel 50° anniversario dello sbarco di Gallipoli, l’ex geniere Frederick Reichardt rese una dichiarazione firmata che fornì ulteriori dettagli all’insoluta sparizione del reggimento.
Descrisse una nube strana ed enorme, lunga 800 piedi e alta 220 (cioè 244 metri e 67 metri) che si era posata al suolo. I soldati avevano proseguito la loro marcia per attraversarla ma poco dopo si era sollevata: gli uomini erano spariti!
Se quella nube fosse stato gas nervino rilasciato dai tedeschi, dove erano finiti i cadaveri?

Un altro evento ignoto appartiene alla Storia Antica e perciò è da analizzare con le dovute precauzioni.

Nel 119 d.C. la IX° Legione Romana nota come ‘Hispana’ fu inviata in Brigantia, a nord della Gran Bretagna, per porre termine alle frequenti rivolte scatenate dalle tribù che lì risiedevano.
Dei 6.000 uomini che ne facevano parte, nessuno ritornò. Gli Storici sono abbastanza perplessi al riguardo poiché il numero delle forze messe in campo da Roma era soverchiante rispetto allo sparuto e disorganizzato gruppo di guerrieri che potevano risiedere nella zona. Più probabile che la IX° Legione non sia mai stata dislocata in Gran Bretagna, bensì inviata in Medio Oriente a combattere i Persiani.

Da menzionare anche ciò che avvenne nei pressi di Nanchino nel 1939, quindi solo il secolo scorso, durante la seconda guerra sino-giapponese.
Brevemente, un esercito di oltre 3.000 soldati cinesi stazionava a 26 km dalla città con l’ordine di combattere fino alla morte. Un distaccamento di 113 uomini fu inviato a presidiare un ponte strategicamente fondamentale per l’avanzata dei giapponesi mentre 2.988 combattenti iniziarono a scavare le trincee per prepararsi allo scontro.
Il colonnello Li Fu Sien consegnò gli ordini alle truppe per poi tornare al quartier generale, distante poco più di 3 km da quell’area.
Il mattino seguente il colonnello chiamò col telefono da campo ma non ricevendo alcuna risposta, decise di raggiungere le trincee per verificare cosa stesse succedendo. Passò dal ponte controllato dai 113 soldati i quali assicurarono che nessuna forza giapponese aveva sfondato la loro difesa.
Giunto in prima linea, non trovò nessuno. I quasi 3.000 uomini erano scomparsi nel giro di una notte, senza lasciare traccia. Non c’erano corpi martoriati e segni di battaglia. Solo una landa desolata.
Una spiegazione razionale suggerirebbe una diserzione di massa ma è davvero strano che negli anni successivi non si sia saputo più nulla al riguardo, visto il significativo numero di persone coinvolte.