Davide Rosso tagged posts

Appunti per una Letteratura dell’Orrore nel XXI secolo – di Davide Rosso

Potrebbe essere caduto in un circolo di reincarnazioni e forse non è la prima volta che si ritrova al proprio capezzale. Capisce che cosa gli è successo e già sa che cosa succederà a colui che gli sta davanti, quello che non è più lui, eppure lo è. Trelkovsky ha risolto il mistero, suo e di Moscarda: “in quale preciso istante un individuo cessa di essere la persona che egli – e chiunque altro – pensa di essere?”. Risposta: nel momento in cui si rende conto di essere stato intrappolato in un paradosso di identità e che per lui non c’è via d’uscita fintanto che crede di essere qualcosa che non è. Domandatelo a qualsiasi marionetta convinta di essere una persona.”

Sono queste lucidissime considerazioni di Thomas Ligotti (contenute nella parte finale del saggio filosofico nichilista La cospirazione contro la razza umana) a guidare le brevi e sconnesse considerazioni letterarie che seguiranno. Il paradosso che ci interessa è squisitamente culturale. Pirandello, Topor, Ligotti sono alcuni autori che si sono confrontati con queste tematiche. In Ligotti la questione è limpida: quale miglior paradosso identitario se non la confusione di una marionetta che si crede umana (Pinocchio del nostro Collodi) o di un essere umano che si crede una marionetta. Quasi tutta la letteratura breve dell’autore americano è una spirale su queste tematiche. Quando un individuo cessa di essere ciò che credeva di essere?

Read More

Comunicato Novilunio Stampe Amatoriali – di Daniele Vacchino e Davide Rosso

Vi segnaliamo questa interessante iniziativa editoriale, direttamente con le parole di coloro che l’hanno sviluppata e cioè Daniele Vacchino e Davide Rosso.


Cari amici, stufi di farci spillare soldi da editori farlocchi e penosi, abbiamo deciso di sfruttare l’auto-pubblicazione e, per gioco, inventarci una nostra sigla editoriale...

Read More

Approccio al problema della Maschera nella letteratura grottesca di Thomas Ligotti – di Davide Rosso

Thomas Ligotti è uno degli autori più originali del panorama letterario degli ultimi anni. Grazie all’opera meritoria di un editore come Ugo Malaguti e di un traduttore/curatore come Armando Corridore, l’opera di questo autore è stata diffusa anche in Italia.

Ligotti inizia a pubblicare racconti (arte alla quale si dedicherà in massima parte) agli inizi degli anni ’80 su riviste amatoriali, rimanendo un autore di nicchia fino a pochi anni fa.

Armando Corridore, nel saggio postfazione a I canti di un sognatore morto, scrive delle considerazioni importantissime per entrare nell’universo di questo scrittore di Detroit, refrattario e isolato. Nella sua prosa è possibile rinvenire tracce culturali molto varie, da Poe, Lovecraft, Chambers, fino a Leopardi, le dottrine esoteriche, alchemiche, i poeti simbolisti miscelati in racconti ancora (parlo dei Canti di un sognatore morto) abbastanza classici con personaggi e intrecci che via via divengono lacerti narrativi di un’introspezione velata, un incubo personale che riverbera un incubo universale, una visione onirica orientata a svelare le trame d’incubo dell’esistenza umana.

Read More

Murder Obsession in the pornofumetto – di Davide Rosso

Avvertimento prima che cominci il concerto.
Parleremo di pornofumetti, insomma Barbieri & Cavedon, senza far troppa distinzione tra loro e altri licenziosi imitatori.
Parleremo, nello specifico, del pornofumetto dei ’70 e ’80 che ha assorbito, a modo suo, la partitura stridula del thrilling coi suoi nomi, pronomi, avverbi.
In quasi ogni collana d’allora è possibile rinvenire mani guantate infiorate d’ascia che sventrano  a passo di danza e uccidono con liturgie frenetiche e traumatiche.

Parleremo del thrilling nel pornofumetto.

Parleremo delle sue ascendenze cinefile.

Magari anche cinofile.

Parleremo ancora del mostro di Firenze.

Read More

L’inghiottitoio – di Davide Rosso

Camminavo nella città medievale avvolta dalla nebbia, vedevo le stradine rimpicciolirsi davanti a me e le piazze aprirsi su pozzi e olmi pietrificati dal tempo. Sotto i palazzi settecenteschi del centro i radi passanti si ammassavano per scrutare i manichini oltre le vetrine luccicanti, oppure per riscaldarsi vicino al tripode fumante delle caldarroste. Era la sera dei morti e da qualche parte i campanari suonavano per commemorare i defunti, sgranocchiando castagne lessate e dando potenti strappi di corda. Con la mia candida giubba attillata, camminavo in una strada senza strepiti, più intima e tortuosa dei ghetti ebraici. I lampioni a gas erano accesi e proiettavano sotto i portici superbe figure del nostro passato, ombre carnevalesche lastricate di pupille morte e capricci malati. A un tratto fui attratto dalle reclàme di una vetrina che non avevo mai veduto prima. Pareva un ammasso confuso di libri, briciole di pagine ingiallite come schiuma luminosa su pozzanghere d’inchiostro. Attirato dall’idea di trovare qualche curiosità, mi sottrassi alla lucerna della strada ed entrai in quell’antro semibuio, appena schiarito da un cespuglio di candele accese su catafalchi di libri impilati ovunque come trappole pronte a scattare. Oltre la pupilla fosforescente della cera, intravidi una figurina che pareva uscita da qualche stampa del passato: era un omino di gesso, vecchissimo e macilento, magro e quasi senza denti, con le guance cadenti, gli occhi infossati nel cranio e pochi capelli argentati simili a lunghe bave di ragno. L’omino vestiva un giacchettino a coda e pantaloni sdruciti. Parve ridestarsi da un sonno lunghissimo e indecifrabile dentro al quale aveva consumato l’intera notte dell’esistenza. Non disse nulla e io non lo infastidii con frasi di circostanza, desideroso di vagabondare tra la carne sparpagliata di quei volumi, su cui nessuno pareva essersi mai soffermato.

Read More

Robert Bloch’s Psycho World – di Davide Rosso

contiene alcuni appunti sulle differenze e le somiglianze tra lo sventratore dello Yorkshire e il mostro di Firenze, di cui appunto ricorre il giubileo 1968 – 2018

Dopo anni di ricerche nei vari mercatini delle pulci piemontesi, sono finalmente riuscito a mettere le mani sul volume della biblioteca del giallo Mondadori, Psycho 1 & 2 di Robert Bloch, con le traduzioni di Bruno Tasso e Giuseppe Lippi. Il volume è assai interessante perché contiene l’unica edizione in italiano del seguito del più famoso romanzo di Bloch. La Mondadori, specialmente nella sfortunata collana Horror curata da Giuseppe Lippi, ha sdoganato parecchio materiale di questo autore, concentrandosi particolarmente sui romanzi thriller, o psycho thriller.


Read More

La candida morte: ecco perché il Thrilling anni ’80 resta intatto al suo posto nel “riflusso” – di Daniele Vacchino e Davide Rosso

(…)
Il thriller italico anni ’70 è un monumento centrale dell’immaginario ermetico, linguaggio penetrato nel cinema e lì rimasto, incapace di attecchire in letteratura (I racconti di Dracula copieranno su carta i sintomi del gotico italico o hammer, pochissimo – e male – il thriller).

Fu una tabula rasa che accadde nella parentesi di piombo di quel periodo, tra stragi, golpe, br, afa di lacrimogeni.

La P38 mutò in un rasoio calzato dal cadavere di una mano, ossia dal guanto surrealista della grande trasformatrice, la Morte!
(…)
Il planisfero del thriller ha pure una musica cosmica.
Morricone.
Nicolai.
Trans europa express.
Ferrio.
Orlandi.
Umiliani.
I DeAngelis.
Cipriani.
Melodie sublunari fatte di armonia e numero, tetragrammi perfetti, cerchi genesi al cui centro è nascosto un punto luminoso in cui tutto è celato e non diffonde alcuna luce.
(…)
Torniamo a casa.

Torniamo al thrilling all’italiana, ai suoi lampi surreali, al connubio di morbosità, sesso e morte.

Read More

I desideri erotici di Christine, una esegesi – di Davide Rosso

1 – Franco e il film
Affrontare l’opera di Franco è (quasi) impossibile.
Sicuramente per le mie forze.
Inoltre c’è già chi è riuscito a farlo in modo sublime, mi riferisco a studiosi come Francesco Cesari, Robert Monell, Roberto Curti.
Tuttavia Franco è (rimane per me) un enigma.
Tra quelli che preferisco.
Per questo non posso (perlomeno tentare) di lasciare un’esilissima traccia nel web vorticante, un grumo digitale di righe che collidono, impattano, si schiantano (e accelerano, alienandosi) su qualcosa di Franco.
Lascerei stare tutto, dimenticherei l’opera labirintica, fingerei di aver davanti l’autore avanguardistico e alchemico di un’opera soltanto, la prima che vidi, la mia preferita senza dubbio.
Mi riferisco a I desideri erotici di Christine, del 1971 e distribuito anche con il titolo Una vergine tra i morti viventi.
La prima visione si è consumata su una VHS della Redemption comprata da VECo video alla Rinascente di Torino, poi la VHS italiana della Pulp; entrambe contenevano la medesima versione finita nel DVD italiano della Devil collection della enjoy movies.


Read More

Body Count, the original screenplay – di Davide Rosso

…Now the woods are alive with the sound of screaming…

Il camping del terrore è un film slasher prodotto nel 1985 e uscito in America nell’86, da noi l’anno successivo. La regia è di Ruggero Deodato, la sceneggiatura originale di Alessandro Capone & Luca D’alisera. Musiche di Claudio Simonetti. Il cast: Mimsy Farmer, Bruce Penhall, David Hess, John Steiner, Ivan Rassimov, Nancy Brilli, Charles Napier, Stefano Madia.

La trama: Un gruppo di ragazzi arriva in un campeggio semi abbandonato per trascorrere una vacanza e scopre che anni prima la struttura era stata chiusa in quanto teatro dell’efferato omicidio di due giovani. La comitiva decide di rimanere ma la follia omicida del misterioso assassino (forse uno sciamano indiano, metà mostro, metà uomo) si abbatterà su di loro. Alla fine, i superstiti, scopriranno che il folle non è altri che il giovane figlio della coppia che gestiva il camping, rimasto traumatizzato da piccolo nell’assistere all’omicidio del vero sciamano.

Read More

Il Mostro di Firenze e “la strategia alchemica della tensione” – di Davide Rosso

Mercoledì 26 giugno 2017 il quotidiano la Nazione apre la prima pagina con una notizia che riporta all’attenzione il caso del mostro di Firenze e la storia delle otto coppiette trucidate nel capoluogo toscano. Il giornalista che segue il caso scrive un pezzo molto suggestivo, capace di riassumere bene le nuove piste investigative. Non starò qui a fare nomi e cognomi, non sono un criminologo, inoltre non voglio amplificare l’attenzione mediatica su persone che poi, e non sarebbe la prima volta in questa infinita vicenda, potrebbero risultare completamente estranee. In sintesi, si parla di un ex legionario di 86 anni del Mugello legato ad ambienti dell’estrema destra e dei Servizi segreti. Le nuove indagini, condotte prima dello scoop de la Nazione in gran segreto dall’ostinato procuratore Paolo Canessa, aprono uno scorcio inedito, finora mai ipotizzato o quasi. E se i delitti del mostro, anziché avere una matrice psicologica e sadica, avessero altro movente? Quale? Delitti studiati a tavolino per distrarre magistrati e opinione pubblica da ciò che accadeva nell’Italia della strategia della tensione.

Read More