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Le seducenti apparizioni di Antonietta Fagnani Arese – di Gabriele Luzzini

Forse ricorderete l’ode di Ugo Foscolo ‘All’amica risanata’, in cui veniva celebrata la guarigione di Antonietta Fagnani Arese (1178-1847), nobildonna di grande bellezza e intelligenza, molto attiva nei salotti mondani. Lo stesso Letterato ne esalta lo splendore, con l’ultima strofa in cui sottolinea che, tramite la poesia, lei stessa è diventata immortale come una divinità e la sua beltà non potrà mai sfiorire.
La relazione con Foscolo iniziò nell’estate del 1801 e si protrasse per quasi due anni, tanto che lei lo supportò nella revisione di ‘Ultime Lettere di Jacopo Ortis’ e lo aiutò nella traduzione de ‘I dolori del giovane Werther’ di Goethe (Antonietta conosceva quattro lingue, tra cui il tedesco).
Il rapporto tra i due è noto solo per le lettere che il Poeta le scrisse e che gli furono restituite quando l’amore terminò. Dopo diversi ‘passaggi di mano’, le epistole finirono a Emilio De Tipaldo che ne fece fare due apografi, cioè due manoscritti copiati direttamente dall’originale.

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Crybaby Bridge, il ponte maledetto – di Gabriele Luzzini

Il ‘Crybaby Bridge’ di Egypt Road si trova vicino a Salem (Ohio – U.S.A.) e attualmente è in disuso, nonostante venga saltuariamente utilizzato per accedere ad alcune linee elettriche della zona per manutenerle. Se volete individuarlo su una mappa, le coordinate sono: 40.929744°N 80.829978°W.
Il suggestivo e al contempo inquietante nome con cui è conosciuto è dovuto ad una fenomenologia paranormale riscontrata in diverse situazioni da vari testimoni e cioè il pianto disperato di un bambino che sembra provenire dal nulla.

Ci sono diverse leggende al riguardo ma la più comune parla di una giovane coppia col loro bambino che si recano nei pressi del ponte, vicino al fiume, per un picnic. Un attimo di distrazione e il piccolo cade in acqua. Piange spaventato ma i tentativi di salvarlo risultano vani e purtroppo annega. Tra le varianti che circolano, una sostiene che anche la madre annegò cercando di portarlo a riva e il padre sconvolto corse verso il bosco per non essere più visto.

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Il Draugen, lo spettro del mare – di Gabriele Luzzini

Il Draugen è il fantasma di un uomo morto in mare e il suo aspetto è enorme e mostruoso, coperto da alghe e viene sempre visto a bordo di un’imbarcazione danneggiata, sul punto di affondare (probabilmente la stessa dove trovò la morte).
Il nome deriva appunto dal norvegese ‘draugr’ e significa ‘spettro’.


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