Le opinioni nuove sono sempre sospette e in genere
contrastate, per
nessun'altra ragione all'infuori dei fatto che non sono già comuni.
(John Locke)
L'uomo è un sole, i sensi sono i suoi pianeti.
(Novalis)
La mente non è un vaso da riempire ma un legno da far ardere
perché s'infuochi il gusto della ricerca e l'amore della verità .
(Plutarco)
La moneta di Pertinace
di U. Cordier
Il seguente articolo è tratto
dal
libro "GUIDA AI DRAGHI E MOSTRI IN ITALIA" di Umberto Cordier (SUGARCO
Edizioni) e qui riproposto dietro esplicita autorizzazione dell'autore.

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193, Alba (Cuneo).
La cittadina, capoluogo delle Langhe piemontesi, ha origini
antichissime. Fu la romana Alba Pompeia e la patria di Publio Elvio
Pertinace (126-193), acclamato imperatore il l° gennaio 193 e
assassinato il 28 marzo dello stesso anno.
Le monete romane coniate in quei tre mesi e dedicate a Pertinace sono
classificate dai numismatici con quattro "r", ovvero il massimo della
rarità.
Una di queste monete - in particolare - ha molto fatto parlare di sé, a
causa di un curiosissimo dettaglio.
La notizia di questa scoperta venne diffusa nel 1960 da Remo Cappelli,
un noto ed esperto numismatico, che se ne occupò a più riprese.
L'esemplare - un denario d'argento - era stato rinvenuto in Siria, e
venne esaminato personalmente dal Cappelli. Il diritto della moneta
raffigura l'imperatore, mentre il rovescio, all'interno delle parole
PROVIDENTlA DEORUM COS II, mostra una figura femminile eretta indicare
con la destra uno strano oggetto sospeso, simile ad una sfera con
quattro curiose appendici dissimmetriche, terminanti ognuna con un
rigonfiamento.

Il Cappelli rilevò che la raffigurazione di tale oggetto è dissimile da
quella usata per gli astri (Sole, Luna, pianeti, comete) in tutta la
monetazione romana conosciuta, e che quindi il suo significato poteva
essere differente.
Secondo l'esperto, si tratterebbe della rappresentazione di un fenomeno
celeste anomalo, forse addirittura assimilabile agli attuali fenomeni
ufologici; e in effetti gli antichi storici di quegli anni hanno
accennato a diversi fatti celesti insoliti.
Remo Cappelli elenca anche alcune altre monete che presentano la
medesima anomalia. In Italia, rari esemplari numismatici erano
conservati presso il museo storico-archeologico "Federico Eusebio" di
Alba stessa, ma vennero purtroppo rubati all'inizio degli anni '70.