Il paradosso di Fermi
di Gabriele Luzzini
Il fisico Enrico Fermi sviluppò questo paradosso, relativo
alla probabilità di un contatto con forme di vita intelligente extraterrestre,
nel 1950.
Durante la sua esperienza presso i laboratori di Los Alamos,
discusse con alcuni colleghi in merito ad un avvistamento UFO avvenuto qualche
giorno prima e riportato dalla stampa. Nel corso del dibattito, Enrico Fermi
disse: “Ma dove sono?” (riferendosi agli alieni).

Le soluzioni al paradosso di Fermi sono molteplici e qui di
seguito proveremo ad valutarle.
L’essere umano è solo nella galassia
La probabilità che la vita si sviluppi e si possa evolvere
fino a creare una civiltà evoluta è decisamente bassa.
Innanzitutto, sono fondamentali fattori puramente
astronomici come la posizione all’interno della galassia, l’orbita del pianeta
intorno alla sua stella, la tipologia della stella stessa, l'ellitticità ed
inclinazione dell’orbita, l'esistenza di satelliti naturali (come la luna).
E’ necessaria la presenza contemporanea di fattori
fondamentali affinché la vita basata sul carbonio (come la nostra) si possa
evolvere e lo studio del sistema solare sembra accreditare la straordinarietà
della vita sul pianeta Terra.
Certo che se cominciamo a supporre che la vita non debba
essere necessariamente del medesimo tipo riscontrato sul nostro pianeta (carbonio), ogni
prospettiva cambia radicalmente.
Non è da dimenticare l’ipotesi della panspermia che sostiene
la facilità della vita nel diffondersi nell’universo (magari per opera anche di
civiltà tecnologicamente evolute, come supposto da Francis Crick).
Le civiltà che potrebbero entrare in contatto con noi esistono ma sono
troppo lontane
Esistono civiltà che stanno cercando di comunicare con noi
ma le enormi distanze siderali non permettono il contatto. Cambiando prospettiva, esistono civiltà aliene
relativamente vicine, ma che non hanno ancora sviluppato le comunicazioni
spaziali.
I nostri strumenti non sono in grado di codificare le loro
comunicazioni
Le nostre trasmissioni relative a contatti con civiltà
aliene avvengono tramite onde elettromagnetiche.
Concettualmente, è possibile che le comunicazioni aliene si siano sviluppate su altre tipologie.
Intanto, si stanno teorizzando tecnologie di
comunicazione basate su neutrini, onde gravitazionali o sulla correlazione quantistica.
E’ comunque ragionevole
pensare che se queste civiltà volessero comunicare con noi, utilizzerebbero
segnali facilmente riconoscibili.
Inoltre non è errato pensare che una civiltà più evoluta
della nostra sia in grado di interpretare segnali più ‘primitivi’.
Infine, non è da sottovalutare che modulazioni
con maggior evoluzione (ad esempio quelle digitali), sono spesso
indistinguibili dal rumore di fondo e pertanto è possibile che qualche segnale
alieno ricevuto non sia stato riconosciuto.
Le civiltà aliene esistono ma non comunicano o non vogliono comunicare
Esiste la possibilità che tali civiltà non si siano poste la
necessità di comunicare, non abbiamo sviluppato strumentazioni idonee o,
addirittura, non intendano stabilire un contatto (per disinteresse, per timore,
per ragioni di sicurezza…) .
Le civiltà che hanno raggiunto un certo livello di evoluzione non
durano a lungo
Ragionando su archi temporali di grandezza pressoché
incommensurabile, è possibile la
mancanza di co-esistenza nello stesso periodo.
Una civiltà può scomparire per cause naturali oppure indotte
dalla civiltà stessa (annientamento).
La prima possibilità è un’estinzione di massa dettata da
eventi catastrofici quali l’impatto di un meteorite o di una cometa, eruzioni
vulcaniche incontrollabili, modifica delle condizioni climatiche…
Eventi
peraltro avvenuti in passato sulla Terra.
Per la seconda ipotesi, un uso incontrollato di armi o mezzi
potrebbe condurre alla distruzione. La nostra stessa civiltà, già da molti
decenni, ha a disposizione le conoscenze per una simile azione scellerata (ma,
al momento, ha prevalso il buonsenso).
Gli alieni ci hanno già contattato in passato oppure sono qui, sulla
Terra
Il contatto è avvenuto e gli extra-terrestri sono sul nostro
pianeta o forse ci sono stati in epoche passate.
Avvistamenti, testimonianze, oggetti misteriosi fuori da un
contesto temporale logico (OOPARTS – Out
of Place Artifacts) supporterebbero
l’eventualità.
Forse alcuni governi ne sono a conoscenza oppure gli alieni sono mescolati tra noi, mimetizzati alle nostre
idiosincrasie.