Un folle esperimento anatomico del millennio precedente

Una decina di anni fa furono scoperte due mummie a Cladh Hallan, un villaggio preistorico sull’isola del Sud Uist, sulla costa della Scozia. I corpi apparentemente appartenevano ad un uomo ed a una donna, sepolti nella posizione fetale in un periodo compreso tra i 300 a 600 anni dopo la loro morte.

Sulla base delle condizioni e delle strutture degli scheletri, gli scienziati stabilirono come in precedenza i corpi fossero stati sistemati in una torbiera in grado di conservarli e poi da lì rimossi.
Ciò che risulta davvero inspiegabile è che tali scheletri siano stati ricostruiti centinaia di anni dopo!
Infatti, già dalle prime verifiche risultava qualcosa di anomalo: la mascella della donna era un po’ troppo grande per il cranio, e gli arti dell’uomo sembravano sproporzionati.
Fu esaminato il DNA e quello che emerse lasciò sbigottiti i ricercatori: non erano le spoglie mortali di due persone ma erano stati utilizzati 6 corpi differenti, smembrati per realizzare l’orribile progetto, degno di un racconto gotico.

Analisi approfondite hanno dimostrato che Il corpo femminile era stato assemblato con parti di persone morte nello stesso periodo ma per il corpo maschile erano stati utilizzati reperti anatomici distribuiti su una linea temporale di diverse centinaia d’anni.

Gli scienziati che si sono occupati del ritrovamento hanno ipotizzato che al momento in cui furono assemblati, la carne mummificata fosse ancora presente sulle ossa.
Quale oscuro significato si cela dietro all’orrendo ritrovamento?

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