La costola di Staffarda – di U. Cordier

Uno dei monumenti più insigni del Piemonte è l’imponente complesso medioevale dell’Abbazia di Staffarda, presso Revello (Cuneo), che sorge in pianura – vicinissima al Po lungo la statale 589, fra Saluzzo e Cavour.

L’abbazia fu fondata nel 1135 (forse su un sito ancora più antico) e divenne sede dei monaci cistercensi, tradizionalmente dediti alla bonifica agricola di zone paludose e selvagge. Staffarda si sviluppò rapidamente divenendo un fiorente centro di fiere e di commerci, come testimoniano i molti edifici sorti a formare una piccola cittadina: la Loggia del mercato, l’Ospizio dei pellegrini, le scuderie. Alcune delle costruzioni sono sopravvissute e rappresentano una affascinante attrattiva per il visitatore; soprattutto la chiesa romanica ed il grandioso chiostro, in parte ancora esistente. In questo chiostro, sul lato adiacente alla chiesa, è una piccola raccolta di reperti archeologici; fra essi, appesi al muro, ci stupisce la presenza di una enorme e bianca costola animale.

costola di Staffarda

È un osso spiegabile o misterioso? Resta il fatto che l’abbazia fu centro di cultura e di studi, e presenta ancora all’occhio curioso non pochi spunti di interesse.

 

Il seguente articolo è tratto dal libro “GUIDA AI DRAGHI E MOSTRI IN ITALIA” di Umberto Cordier (SUGARCO Edizioni) e qui riproposto dietro esplicita autorizzazione dell’autore.