La Soglia Oscura
Racconti

BENVENUTI
di Michela Poggio

Nella mia vita da incubo io non me lo aspettavo così schiacciante. Ma lei continuava a bussarmi sotto molte forme nel delirio. Eppure lei era una vita normale un po’ peggio un po’ meno seria di altre eppure rompeva le scatole e lui si ripresentava. Un pensiero ridicolo, un turbamento una coltre che t’incatena. Devi lavorare per spendere e spendere per lavorare. Loro incedevano li odiavo per casa. Come si odia l’affitto come le bollette. Tutto dipende da ciò che hai e da ciò che ti manca. Volevo un vampiro, una strega volevo rispondere a tono ma il grande mostro finto mi ammazzava. Vedevo gli altri sconfiggersi ma anche io lo facevo ogni giorno. Solo vedere quel poco di superstite non ammazzato da lei e lui mi rincuorava. Ogni giorno mi alzavo per ricordarmi che le forze della natura e dello spirito erano la barriera.

A volte non bastava. Era quell’ansia psicologica di venire ripescata dal meccanismo per macinare.

Io non ero un mulino io volevo essere libera e incolta. Nascondere gli evasori.

“Ci riuscivo?”