CARO FRIEDRICH…
di Autori Vari
Siamo nel 1845, a Colonia. Alcuni autori de “La Soglia Oscura” hanno accettato una sfida audace: scrivere una lettera al personaggio immaginario Friedrich von Hohenberg, con un limite di appena 320 caratteri (l’equivalente di due SMS).
Il tema? Raccontare come il pensiero di Feuerbach, Bauer, Stirner e, più in generale, della Sinistra Hegeliana abbia influenzato o messo in crisi le loro convinzioni. Il risultato è sorprendente: frammenti intensi, densi di dubbi e riflessioni, che rivelano la tensione di un’epoca in fermento.
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Caro Friedrich
è davvero complicato muoversi tra l’ateismo antropologico di Feuerbach, l’autocoscienza di Bauer e l’egoismo etico di Stirner. La sinistra hegeliana mette in discussione la mia fede nel sistema, tra entusiasmo e confusione. Forse la verità è una solitudine ardente.
Con fervore,
Sabrina
(Sabrina Cotrozzi)
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Caro Friedrich,
L’ottimismo hegeliano è ormai cenere! Feuerbach ha ribaltato Dio sull’Uomo, ma poi l’implacabile Bauer ha ridotto tutto ad una mera critica astratta. Senza parlare dell’ego spietato di Stirner che divora ogni dogma, persino l’Umanità! Siamo individui furiosi che hanno perso la vecchia fede.
A presto.
(Roberto Franchini)
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Caro Friedrich,
ho ricevuto il tuo telegramma. La penso come Max, questa invenzione accelera la capacità dello Stato di dominare e chi lo possiede ottiene un vantaggio su chi non può accedervi. Diventerà un nuovo idolum a cui sacrificare l’individuo. Quindi io continuo con la carta e la posta a cavallo.
Tuo Lorentz
(Lorenzo Cavallo)
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Colonia, 1845.
Ho un problema serio:
Stirner mi ha convinto che sono l’Unico.
Bauer ha rivelato che la mia autostima è Dio!
Non riesco più a prendere sul serio né la Prussia né il mio conto in banca.
Mi sento un fantasma che si crede Assoluto.
Se mi critichi, sei un ipocrita. Se mi lodi, pure.
Che fatica l’Ego!
(Simona Semino)
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Caro Friedrich,
Una struggente Sehnsucht mi sta logorando.
Sono sotto il nostro bel duomo.
Mentre è in via di completamento questo simbolo della cristianità e dell’identità tedesca, gli scritti di questi tre filosofi da strapazzo danno solo voce alle proteste nelle piazze.
“Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce!”
(Giovanni Maria Pedrani)
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Caro Friedrich,
a Colonia l’aria brucia d’idee: Feuerbach mi strappa l’anima dal cielo, Bauer mi sfida a demolire ogni autorità, Stirner mi sussurra che persino i miei ideali sono spettri. E io, che credevo salde le mie convinzioni, ora vacillo: sono libero… o semplicemente nudo?
(Alessandro Schümperlin)
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Caro Friedrich,
qualche giorno fa, a Bruckberg, ho avuto un’interessante discussione col professor Feuerbach. Cosa possa dire, credo che agli amici dei “giovani hegeliani” il discorso stia sfuggendo di mano. Quanto materialismo! Già le teste calde, come il nostro caro Karl Marx, stanno spingendosi oltre. Che delusione!
(Jacopo Casula)
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Caro Friedrich,
Credo che converrai con me che da troppo tempo l’idealismo sterile della sinistra hegeliana è soffocante.
Io non riconosco altro che me stesso: ogni idea, ogni divinità, ogni principio è nulla davanti alla mia realtà concreta. Io sono la mia causa e il centro di ogni valore.
Tuo Johann Caspar
(Gabriele Luzzini)


