CHIAVI MAGICHE: TRA LEGGENDE E SEGRETI
di Antonella Astori
Da poco ho finito una serie tv che mi ha affascinata sia per il contenuto fantasy, sia per le protagoniste della storia, ovvero le chiavi.
Ma, andiamo con ordine e innanzitutto vi descrivo questo telefilm formato da soli tre stagioni. Sto parlando di “Locke & Key”, tratto da un fumetto fantasy horror statunitense scritta da Joe Hill (nonché figlio di Stephen King) ed illustrata da Gabriel Rodríguez. Dopo anni di tentativi questa straordinaria e molto complessa opera grafica è stata portata finalmente sul piccolo schermo grazie ai produttori Andy e Barbara Muschietti, già conosciute col successo del remake filmico di IT. Locke & Key è una storia a metà strada tra horror e fantasy in cui troviamo i tre fratelli Locke, i quali si spostano con la madre da Seattle a Lovecraft, una cittadina fittizia del Massachusetts, dopo il misterioso omicidio del padre. Qui si trasferiscono nella dimora ereditata dalla famiglia di lui, Key House: durante la loro permanenza nell’abitazione esplorano le varie stanze dell’enorme casa, fino a che i tre s’imbattono in misteriose chiavi che forniscono loro diverse abilità magiche. I giovani non sanno che le stesse chiavi hanno il potere di sbloccare una dimensione parallela in cui si nasconde anche un oscuro e potentissimo demone il quale (chiaramente) farà di tutto per mettere le mani su tutti questi passe-partout.
Tra queste ci sono chiavi che vorrei davvero esistessero, come quella di Ognidove, che ti porta ovunque vuoi, basta aprire una porta qualsiasi (sarebbe davvero fantastico!), o quella che da vita al disegno su carta o quella ancora che aggiusta gli oggetti rotti. (Da non approfittarsene però!).
Non esistono chiaramente prove scientifiche dell’esistenza di questi attrezzi magici che possano aprire porte segrete, sbloccare poteri soprannaturali o eseguire altri atti di magia. Tuttavia, ci sono molte storie e leggende che coinvolgono chiavi magiche nella letteratura, nel folklore e nella mitologia.
Comunque sia, chiavi magiche e non, trovo che siano oggetti davvero molto interessanti che a mio avviso meritano una particolare attenzione, chiavi simboliche, religiose come ad esempio quelle del cielo di San Pietro, il loro custode, che rappresentano il Paradiso. La leggenda racconta che il Santo usa queste per decidere chi può entrare in Paradiso e chi no; la chiave simboleggia quindi il potere e l’autorità di Pietro come primo Papa della Chiesa cattolica.
Altra storia leggendaria, narra di Baba Jaga, strega potente che vive in una capanna che sta su zampe di gallina e gira su se stessa.
Secondo la mitologia, questa strega possiede una chiave d’oro che può aprire porte segrete e sbloccare poteri magici. Si narra che un giovane eroe deve affrontare molte prove per raggiungere la sua capanna e poter così ottenere questa chiave. Una volta ottenuta, può usarla per sbloccare segreti e poteri che lo aiuteranno nel suo viaggio.
E poi ricordiamo le serrature antiche (addirittura le prime si pensa siano risalenti al 600 a.C., oltre 6.000 anni fa.), serrature romane e davvero alquanto complesse, come quelle per esempio quelle a forma di gamma.
Nel Rinascimento e nel periodo del barocco le chiavi divennero vere e proprie opere d’arte, fatte con bronzo dorato e incise da motivi floreali o figurativi. (Che se vogliamo rievocano proprio quelle della serie tv di cui vi parlavo all’inizio.). La chiave nell’arte invece è usata come simbolo di conoscenza e potere, ma anche di mistero.
La chiave di Salomone, nella leggenda ebraica, è un potente simbolo di sapienza; secondo la leggenda era un oggetto magico che permetteva al re stesso di controllare i demoni e di ottenere la sapienza divina. Insegna anche una serie di incantesimi e fornisce le istruzioni per fabbricare e consacrare pentacoli e sigilli magici.
Ma attenzione! Anche noi, nel nostro piccolo, con la nostra piccola chiave di casa, abbiamo vicino un simbolo di indipendenza ed autonomia. Abbiamo con noi un piccolo potere!


