La Soglia Oscura
Misteri

GREYFRIARS, IL CIMITERO INFESTATO DI EDIMBURGO
di Antonella Astori

Il cimitero e le sue tombe, la loro storia, il loro passato.
Ma quanto fascino ha tutto questo?

Ci trasferiamo in Scozia, terra di fantasmi, esattamente a Edimburgo, dove ci sono un bel po’ di cimiteri interessanti come il Dean Cemetery, un cimitero vittoriano immerso nel verde e ricco di imponenti mausolei. Oppure l’Old Calton Burial Ground, situato su una collina panoramica, che custodisce il monumento in memoria dei martiri politici scozzesi e la tomba di David Hume. E il Canongate Kirkyard, che è posto lungo il Royal Mile e accoglie le spoglie di importanti figure storiche scozzesi come Adam Smith.

Ma il cimitero di cui oggi vi voglio parlare è il Greyfriars Kirkyard, famoso cimitero storico nella vecchia città di Edimburgo. La chiesa fu fondata nel 1620 su un terreno donato dalla regina Mary Stuart e il nome “Greyfriars” ha origini monastiche, dai francescani, i “frati grigi”, che abitarono l’area fino alla metà del XVI secolo. Quando la comunità non fu più presente perché si sciolse, il cimitero venne istituito proprio in questo luogo, poiché quello della Cattedrale di Saint Giles era ormai pieno, senza più spazio per seppellire nemmeno un altro corpo. Luogo affascinante dove si passeggia come se fosse un parco, proprio come fece la scrittrice J. K. Rowling, che dalle sue lapidi prese spunto per i nomi di alcuni personaggi di Harry Potter. Di giorno è un bellissimo e affascinante giardino di anime, con le lapidi ricoperte di verde muschio, incastonate in un paesaggio verde, bellissimo in ogni sua versione, sia con la pioggia sia con il sole.

Ma di notte, quando il buio avvolge ogni cosa, il cimitero di Edimburgo è considerato infestato; molte zone sono state addirittura chiuse perché rese pericolose dalle varie testimonianze. Ad esempio, è inaccessibile ai visitatori la parte della Covenanters’ Prison. Solo uno studioso del paranormale ebbe accesso a questi luoghi, ovvero J. Henderson, autore di romanzi e saggi sul folklore e sui misteri della Scozia, ma anche fondatore di famose compagnie di tour guidati a tema storico e spettrale proprio a Edimburgo.

Il cimitero sorge nella Old Town di Edimburgo, a poca distanza dalla famosa piazza di Grassmarket e dal Royal Mile. Vi potrebbe stupire, nel caso di una visita, vedere la sua vicinanza alle abitazioni: infatti alcune delle tombe laterali sono attaccate ai muri esterni delle case, le quali hanno una vera e propria vista sul cimitero. Altre tombe sono state collocate a ridosso di alte mura di cinta: si tratta delle Flodden Wall, ossia ciò che rimane delle mura entro cui era racchiusa la Old Town nel Medioevo.

La tomba più visitata dell’intero cimitero è sicuramente quella di Greyfriars’ Bobby, un cagnolino di razza terrier che, per la sua devozione e lealtà, divenne la mascotte di Edimburgo. Egli divenne famoso per aver sorvegliato la tomba del suo defunto padrone, John Grey, per ben 14 anni! All’interno del cimitero oggi è possibile vedere sia la tomba di John Grey sia quella di Bobby: non è difficile da trovare in quanto si trova all’entrata del cimitero e le persone vi lasciano un bastone come segno di affetto verso questo dolce cagnolino.

Ma veniamo ora alla tomba più discussa e terrificante di tutto il cimitero, ovvero quella di Sir George Mackenzie. Egli fu un giudice molto severo del XVII secolo, saggista e scrittore legale, soprannominato anche “Mackenzie il Sanguinario” per la brutale persecuzione dei Covenanters, ovvero un movimento religioso e politico scozzese del XVII secolo composto da protestanti ribellatisi contro il sovrano dopo la battaglia di Bothwell Bridge del 1679. Questo periodo è ricordato come il The Killing Time, una delle pagine più tetre della storia scozzese. Mackenzie ordinò che i ribelli venissero imprigionati nel cimitero stesso, lasciandoli poi morire di fame e di malattie, in condizioni davvero disumane che trasformarono ben presto il luogo in un simbolo di sofferenza e oppressione, proprio nella parte della Covenanters’ Prison menzionata in precedenza. Altri, invece, furono deportati come schiavi in America, ma il naufragio dell’imbarcazione causò la morte di circa 250 persone. Il suo è un grande mausoleo nero, costruito in pietra, e si vocifera che sia maledetto.

Una voce narra di un senzatetto che si rifugiò proprio all’interno di questa tomba per potersi riparare dal freddo. Cadde dal pavimento ormai decrepito e troppo vecchio per sostenere pesi, finendo su un mucchio di ossa al suo interno. Scappò via a gambe levate dalla paura e da quel giorno lo spirito del giudice venne risvegliato e, tra il 1990 e il 2006, sono stati segnalati circa 400 fenomeni inquietanti. In molti, infatti, hanno detto di essere stati aggrediti, di avere avuto episodi di svenimento o di aver percepito improvvisi getti di aria gelida. Nel 2000 si tentò anche un esorcismo da parte del reverendo Colin Grant, il quale però affermò di percepire energie troppo forti e minacciose. Il reverendo morì poco dopo per un infarto, cosa che chiaramente gettò ancora più terrore attorno alla tomba.

Il cimitero ancora oggi riceve un sacco di visite da parte di curiosi, credenti e non. Robert Louis Stevenson, d’altronde, dichiarò che, quando l’anima di un uomo è certamente all’inferno, difficilmente il suo corpo riposerà quieto in un sepolcro; un giorno o l’altro la porta finirà per aprirsi e lo spirito condannato ne uscirà avvolto nelle ripugnanti spoglie della tomba.