La Soglia Oscura
Misteri

LA PIRAMIDE NASCOSTA DI GIAVA
di Mario Roccaraso

Nascosta dalla folta vegetazione, sulla cima del Monte Padang, a Giava, in Indonesia, è stata individuata una gigantesca struttura piramidale grazie alla combinazione di molteplici tecnologie di indagine non invasiva, quali georadar, termografia, raggi X e immagini satellitari.
Sono stati individuati i gradoni di quello che potrebbe essere stato un tempio che si estende per ben 150.000 metri quadrati, nascosto nel sottosuolo da migliaia di anni.
Fino a oggi era conosciuta solo la parte superficiale, dove è presente un sito archeologico studiato fin dall’inizio del XIX secolo.
I ricercatori dell’Istituto delle Scienze Indonesiano, guidati dall’archeologo Danny Hilman Natawidjaja, sospettavano da tempo che una parte della collina non fosse completamente naturale. Tuttavia, non immaginavano che tutta l’area sotterranea, alta una trentina di metri, fosse un’immensa costruzione artificiale.
«Credevamo che in passato questa collina fosse una specie di edificio. Si è scoperto che si estende molto più in basso, consiste di diversi strati ed è in realtà l’intero volume della collina» ha dichiarato all’agenzia di stampa russa RIA Novosti il geologo Andang Bakhtiar, supervisore dell’area archeologica.
La parte più profonda sarebbe stata costruita ben 28.000 anni fa, mentre gli strati più recenti dovrebbero risalire rispettivamente a 9.000 anni fa, a un periodo compreso tra 8.300 e 7.500 anni fa e a un altro compreso tra 3.000 e 3.500 anni fa.
Lo strato più superficiale è composto da rocce basaltiche intagliate per formare colonne e passaggi; pare che le parti più antiche della struttura siano state appositamente interrate e nascoste dalla vegetazione, forse per preservare la sacralità del luogo.
Infatti, nell’area del sito archeologico gli abitanti del luogo si recano ancora oggi per pregare e deporre corone di fiori. Non si esclude che questa tradizione religiosa prosegua da migliaia di anni con lo stesso rituale.
Anche se le piramidi vengono automaticamente associate agli antichi Egizi, costruzioni simili, pur architettonicamente diverse, erano realizzate anche da Sumeri, Maya, Aztechi e da popoli legati al Buddhismo. Del resto, la struttura piramidale è una delle più adatte per costruire templi enormi e resistenti nel tempo.
«Quello che in precedenza era visto soltanto come una struttura superficiale è in realtà un’opera enorme» ha dichiarato Andang Bakhtiar, geologo indonesiano che ha supervisionato le perforazioni e le analisi del terreno effettuate per il progetto.
A differenza delle piramidi maya, questa piramide non è simmetrica, ma allungata, con quella che sembra essere una struttura semicircolare nella parte frontale.
«La gente pensa che gli antichi fossero primitivi, ma questo monumento dimostra che si tratta di un errore» aveva dichiarato in passato Natawidjaja al Sydney Morning Herald.
Più recentemente ha sostenuto di ritenere che il sito di Gunung Padang non sia una tomba, come ipotizzato finora, bensì un tempio di enormi dimensioni.
Se così fosse, sarebbe il più antico mai scoperto e cambierebbe per sempre le nostre conoscenze sulle culture sviluppatesi durante la preistoria.
Anzi, se le affermazioni del team indonesiano fossero confermate, probabilmente una parte della storia umana andrebbe riscritta.