{"id":689,"date":"2024-06-16T10:29:02","date_gmt":"2024-06-16T08:29:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/?p=689"},"modified":"2024-06-16T10:29:02","modified_gmt":"2024-06-16T08:29:02","slug":"il-mormorio-del-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/2024\/06\/16\/il-mormorio-del-mare\/","title":{"rendered":"Il mormor\u00eco del mare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Spiaggia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-690\" src=\"https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Spiaggia.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"853\" srcset=\"https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Spiaggia.jpg 1280w, https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Spiaggia-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Spiaggia-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Spiaggia-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La marchesa usc\u00ec alle cinque. Quella mattina, Rose si sentiva pronta per affrontare la giornata.<\/p>\n<p>Ancora non sapeva definire il sentimento che provava, ma era finalmente lucida e voleva ascoltare il mare.<\/p>\n<p>Qualcuno le aveva sussurrato il consiglio durante una delle tante notti insonni, trascorse a ballare forsennatamente e a trangugiare margarita, il suo cocktail preferito.<\/p>\n<p>\u00abHai mai ascoltato il mormorio del mare all\u2019alba?\u00bb le aveva sussurrato l\u2019affascinante Hug\u00f2 dai tratti mediterranei, stringendola in un lento appassionato.<\/p>\n<p>Rose de Cotillon aveva scosso i lunghi boccoli corvini. No, non lo aveva mai fatto. Anzi, lei evitava accuratamente il mare.<\/p>\n<p>\u00abPotremmo farlo insieme domani\u00bb le aveva risposto ancora Hug\u00f2.<\/p>\n<p>La pelle diafana della giovane marchesa, quasi trasparente, non le garantiva un\u2019esposizione gradevole al sole, ma la mattina di quel sabato di giugno, il tre per l\u2019esattezza, il cielo plumbeo prometteva una giornata senza sole.<\/p>\n<p>Rose scese i settantacinque gradoni di legno, incastonati nel folto bosco di lecci, e raggiunse la spiaggia della \u201cPaolina\u201d, di un fine color cipria.<\/p>\n<p>La ragazza chiuse gli occhi, annusando il profumo del mare. Avvertiva il suono delle onde infrangersi sulla battigia, i gabbiani gracchiare in lontananza e un rumore di passi che si avvicinavano.<\/p>\n<p>\u00abBuongiorno, Rose.\u00bb<\/p>\n<p>La vivace marchesa riconobbe la voce di Erinne e abbozz\u00f2 un sorriso di circostanza, lasciando che si sedesse sullo scoglio accanto a s\u00e9, limitandosi a ricambiare il saluto.<\/p>\n<p>Erinne e Rose si conoscevano dai tempi del liceo. Non erano amiche, ma la condizione altolocata di entrambe aveva permesso loro di restare in contatto.<\/p>\n<p>Le due erano completamente diverse. E non solo per l\u2019aspetto fisico. Eppure, avevano gli stessi gusti in fatto di ragazzi.<\/p>\n<p>\u00abAllora? Non mi hai ancora raccontato di Hug\u00f3!\u00bb \u00a0disse la bionda Erinne, spezzando il silenzio imbarazzante che si era creato.<\/p>\n<p>Nemmeno sotto tortura le avrebbe raccontato spontaneamente del suo ultimo flirt, cos\u00ec Rose alz\u00f2 le spalle, mordendosi le labbra, pronta a mentirle.<\/p>\n<p>Non ce ne fu bisogno.<\/p>\n<p>\u00abEcco Hug\u00f2!\u00bb \u00a0riprese Erinne, alzandosi in piedi a salutare il ragazzo che sopraggiungeva da solo. Lo baci\u00f2 sulle guance.<\/p>\n<p>Rose rest\u00f2 seduta, invece. Un broncio accattivante le disegnava il volto dai lineamenti regolari.<\/p>\n<p>\u00abPronte per la seduta?\u00bb \u00a0chiese Hug\u00f2 a entrambe, pur rivolgendo lo sguardo solo sulla marchesa.<\/p>\n<p>Rose scosse la testa, cercando di capire.<\/p>\n<p>\u00abLa seduta spiritica, ti ho invitata ieri, ricordi?\u00bb<\/p>\n<p>Certo, la seduta. Rose era ubriaca persa, come al solito, e lo aveva ascoltato appena. Ma pensava stesse scherzando. O meglio, approfittando dell\u2019occasione per rivederla.<\/p>\n<p>Invece, si sbagliava. Decisamente. E non solo per la presenza di Erinne. Guardava Hug\u00f3 impegnarsi per rendere credibile la seduta all\u2019 aperto.<\/p>\n<p>In effetti, il ragazzo le aveva raccontato della sua passione per il soprannaturale, ma Rose aveva soprasseduto. Perch\u00e9 gli piaceva, naturalmente.<\/p>\n<p>E, come al solito, quando si infatuava perdeva il senso della realt\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019italiano srotol\u00f2 una stuoia e le posizion\u00f2 ai lati quattro fiaccole di bamb\u00f9. L\u2019odore dell\u2019olio delle fiaccole si mescol\u00f2 a quello salmastro del mare, creando uno strano connubio.<\/p>\n<p>\u00abIl mormorio del mare \u00e8 la nostra chiave in codice, l\u2019ha inventata Hug\u00f2 per rendere segrete le sedute. Non \u00e8 fantastico?\u00bb intervenne Erinne.<\/p>\n<p>No, per la marchesa non lo era per niente, soprattutto ora che aveva avuto conferma di avere una spietata concorrenza.<\/p>\n<p>\u00abAndiamo, Rose. So che non ci credi, ma cos\u2019hai da perdere? E poi \u00e8 pi\u00f9 salutare che scolarsi drink ogni notte\u00bb le disse Hug\u00f2.<\/p>\n<p>Rose accus\u00f2 il colpo, maledicendo la sua parlantina.<\/p>\n<p>Preda dei fumi dell\u2019alcool, notte dopo notte gli aveva raccontato del rapporto tempestoso con sua madre, bruscamente interrotto tre mesi prima.<\/p>\n<p>Da lei aveva ereditato il titolo di marchesa e ancora non sapeva come gestirlo.<\/p>\n<p>Con un sospiro, Rose si un\u00ec ai due compagni d\u2019avventura, prendendo posto sulla stuoia e chiudendo il cerchio.<\/p>\n<p>Si aiut\u00f2 con il respiro controllato, lasciando che le parole pacate di Hug\u00f2 la calmassero.<\/p>\n<p>\u00abQualunque cosa accada, tenete strette le mie mani e non lasciate il cerchio.\u00bb<\/p>\n<p>Rose trattenne a stento uno sbadiglio. Non aveva dormito per essere puntuale all\u2019appuntamento con Hug\u00f2 e adesso sentiva tutta la stanchezza della notte insonne.<\/p>\n<p>\u00abSiamo composti da materia ed energia. Oggi, ci concentreremo sulla nostra energia per accedere al mondo immateriale\u00bb prosegu\u00ec il ragazzo.<\/p>\n<p>Erinne, gli occhi socchiusi e le labbra distese in un sorriso storto, accettava passivamente l\u2019esperienza. Ma non lei. La marchesa, Rose De Cotillon, non credeva ai fantasmi. Alla cattiveria umana s\u00ec, anche lei ne era stata artefice e vittima a sua volta, ma all\u2019Aldil\u00e0? No, niente sopravviveva al piano materiale.<\/p>\n<p>Erano solo giochi infantili, niente di pi\u00f9, non poteva accaderle niente di terribile dall\u2019esperienza, a meno che si fosse sparsa la voce.<\/p>\n<p>L\u2019ultima cosa di cui aveva bisogno era essere additata dalla stampa come una strana, pensava la marchesa.<\/p>\n<p>Intanto, il sorgere del sole, anche se oscurato dalle nubi, aveva cambiato la luce sulla spiaggia e Hug\u00f2 inizi\u00f2 il suo dialogo interiore.<\/p>\n<p>L\u2019 atteggiamento scettico di Rose non le impediva comunque di osservare la scena.<\/p>\n<p>L\u2019 isola d\u2019 Elba era ancora deserta quando Hug\u00f3 pronunci\u00f2 le fatidiche parole:<\/p>\n<p>\u00abHenriette De Cotillon, sei qui?\u00bb<\/p>\n<p>Nessuna risposta. Il silenzio ancora pervadeva il tratto dell\u2019Isola<\/p>\n<p>D\u2019 Elba, osservato dai tre ragazzi.<\/p>\n<p>\u00abRose?\u00bb<\/p>\n<p>La marchesa annu\u00ec, comprendendo che doveva essere lei a farlo.<\/p>\n<p>\u00abMamma?\u00bb<\/p>\n<p>Il vento le sibil\u00f2 in risposta.<\/p>\n<p>Non aveva mai interagito con sua madre. Complice la ricchezza della famiglia, c\u2019erano state tante, troppe distrazioni a frapporsi fra le due per costruire un rapporto affettuoso. Ma Hug\u00f2 la sollecitava e lei non riusciva a negargli niente. Non ancora, perlomeno. Perci\u00f2 decise di essere sincera, liberando le emozioni finora soffocate.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 strano. Ora che vorrei parlarti tu non ci sei pi\u00f9 ad ascoltarmi.\u00bb<\/p>\n<p>Un tonfo in acqua sorprese i tre che sobbalzarono al rumore improvviso. A Erinne scapp\u00f2 una risata isterica. Hug\u00f2 e Rose, invece, si girarono a guardare se ci fossero estranei, facendo sempre attenzione a non rompere il cerchio, ma non videro nessuno.<\/p>\n<p>\u00abEcco, volevo solo dirti che ti voglio bene. Mi dispiace per il tempo che abbiamo perso. Ora so che non potr\u00f2 pi\u00f9 recuperarlo e mi fa male.\u00bb<\/p>\n<p>La sabbia vicino al cerchio umano vortic\u00f2 in risposta. Quando si ferm\u00f2, i ragazzi poterono leggere la parola registrata dal vento. In due decimi di secondo, un semplice \u201cs\u00ec\u201d provoc\u00f2 la risata di Hug\u00f2, lo sguardo frastornato di Rose e l\u2019urlo di Erinne.<\/p>\n<p>La marchesa adesso era completamente sveglia. Una scarica di adrenalina l\u2019aveva scossa alla vista delle due semplici sillabe.<\/p>\n<p>Hug\u00f2 si limit\u00f2 a stringere le mani delle due compagne di viaggio, infondendo loro la calma necessaria a proseguire la seduta.<\/p>\n<p>\u00abMamma, non ti dimentico. Ci sarai nelle nuove azioni che compir\u00f2 come marchesa.\u00bb<\/p>\n<p>Erinne e Hug\u00f2 rimasero in silenzio, stavolta. Entrambi sapevano che in nessun caso dovevano interrompere il flusso emozionale di Rose.<\/p>\n<p>Intorno a loro, il vento aveva ripreso a spirare, scompigliando i lunghi capelli delle due ragazze.<\/p>\n<p>\u00abQuando mi raccontavi la storia del nostro titolo, credevo che fossi pesante, troppo puntigliosa e snob. Non avevo capito che lo avrei ereditato in ogni caso, solo per il fatto di essere la tua sola figlia femmina. Ma tu lo sapevi. Perch\u00e9 non me lo hai detto?\u00bb<\/p>\n<p>Un raggio di sole squarci\u00f2 il cielo, creando un grafismo color oro sulle nubi. Hug\u00f2 spalanc\u00f2 gli occhi per la sorpresa. Non aveva mai visto una runa disegnata in aria. Memorizz\u00f2 ogni tratto, sperando di poterlo ricordare e studiare in seguito.<\/p>\n<p>\u00abLa mia strada \u00e8 un cammino che non posso pi\u00f9 ignorare. Adesso ne sono consapevole.\u00bb<\/p>\n<p>Rose fece una pausa e l\u2019atmosfera sembr\u00f2 rarefarsi sotto l\u2019assalto di un vento che da tiepido, ora spirava gelido, imperversando sulla spiaggia.<\/p>\n<p>\u00abNon sar\u00e0 come il tuo, per\u00f2. \u00c8 per questo che non ho voluto parlarne al funerale. Ho scioccato tutti i presenti, lo hai visto anche tu?\u00bb<\/p>\n<p>Un sussurro nel vento le riport\u00f2 una risata come risposta.<\/p>\n<p>\u00abNiente pi\u00f9 raccolte fondi, niente gal\u00e0, niente convegni. Cercher\u00f2 un percorso tutto mio per aiutare gli altri senza sprecare altro tempo.\u00bb<\/p>\n<p>Rose concluse il suo monologo. Ancora non ci credeva, non stava parlando a sua madre. Sicuramente era stata la mancanza di sonno delle ultime notti a mostrarle i fenomeni, ma le aveva fatto bene esternare il dialogo.<\/p>\n<p>Un anomalo refolo di vento colp\u00ec un\u2019onda. L\u2019 acqua di mare rote\u00f2 fino a generare un mulinello in aria. Per un istante, assunse la forma di una donna sorridente per poi cadere a riva e ritornare allo stato naturale. Si tratt\u00f2 di un attimo, ma fu sufficiente. Le lacrime che finora non era riuscita a versare bagnarono il viso della giovane marchesa.<\/p>\n<p>Il cerchio si sciolse.<\/p>\n<p>In silenzio, i tre ragazzi raccolsero il materiale sulla spiaggia.<\/p>\n<p>\u00abStasera cocktail lounge?\u00bb chiese Erinne, piccata per la piega inaspettata della seduta. Come sempre, quando arrivava Rose si prendeva la scena e ormai non riusciva pi\u00f9 a sopportarlo.<\/p>\n<p>Nessuno dei due ragazzi le rispose.<\/p>\n<p>\u00abNe vuoi parlare?\u00bb disse, invece, Hug\u00f2.<\/p>\n<p>Rose scosse la testa.<\/p>\n<p>\u00abNo, ho bisogno di tempo per metabolizzare.\u00bb<\/p>\n<p>Il sorriso accecante di Erinne non rovin\u00f2 il momento a Rose. Sapeva di aver sbagliato finora, era necessario che capisse come rimediare al meglio.<\/p>\n<p>La marchesa non aveva pi\u00f9 bisogno di essere perdonata per la superficialit\u00e0 della sua condotta. Era riuscita a dirlo a sua madre, finalmente. Voleva essere se stessa senza pi\u00f9 compromessi. Senza il peso di un\u2019eredit\u00e0 scomoda. Doveva solo trovare il vento giusto per lei, quello che l\u2019avrebbe aiutata a salpare.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 8pt;\">Racconto pubblicato in TCN\u00a0<\/span><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-689-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/ocean-waves-white-noise1-13752-1.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/ocean-waves-white-noise1-13752-1.mp3\">https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/ocean-waves-white-noise1-13752-1.mp3<\/a><\/audio>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La marchesa usc\u00ec alle cinque. Quella mattina, Rose si sentiva pronta per affrontare la giornata. Ancora non sapeva definire il sentimento che provava, ma era finalmente lucida e voleva ascoltare il mare. Qualcuno le aveva sussurrato il consiglio durante una delle tante notti insonni, trascorse a ballare forsennatamente e a trangugiare margarita, il suo cocktail preferito. \u00abHai mai ascoltato il mormorio del mare all\u2019alba?\u00bb le aveva sussurrato l\u2019affascinante Hug\u00f2 dai tratti mediterranei, stringendola in un lento appassionato. Rose de Cotillon aveva scosso i lunghi boccoli corvini. No, non lo aveva mai fatto. Anzi, lei evitava accuratamente il mare. \u00abPotremmo farlo insieme domani\u00bb le aveva risposto ancora Hug\u00f2. La pelle diafana della giovane marchesa, quasi trasparente, non le garantiva un\u2019esposizione gradevole al sole, ma la mattina di quel sabato di giugno, il tre per l\u2019esattezza, il cielo plumbeo prometteva una giornata senza sole. Rose scese i settantacinque gradoni di legno, incastonati nel folto bosco di lecci, e raggiunse la spiaggia della \u201cPaolina\u201d, di un fine color cipria. La ragazza chiuse gli occhi, annusando il profumo del mare. Avvertiva il suono delle onde infrangersi sulla battigia, i gabbiani gracchiare in lontananza e un rumore di passi che si avvicinavano. \u00abBuongiorno, Rose.\u00bb La vivace marchesa riconobbe la voce di Erinne e abbozz\u00f2 un sorriso di circostanza, lasciando che si sedesse sullo scoglio accanto a s\u00e9, limitandosi a ricambiare il saluto. Erinne e Rose si conoscevano dai tempi del liceo. Non erano amiche, ma la condizione altolocata di entrambe aveva permesso loro di restare in contatto. Le due erano completamente diverse. E non solo per l\u2019aspetto fisico. Eppure, avevano gli stessi gusti in fatto di ragazzi. \u00abAllora? Non mi hai ancora raccontato di Hug\u00f3!\u00bb \u00a0disse la bionda Erinne, spezzando il silenzio imbarazzante che si era creato. Nemmeno sotto tortura le avrebbe raccontato spontaneamente del suo ultimo flirt, cos\u00ec Rose alz\u00f2 le spalle, mordendosi le labbra, pronta a mentirle. Non ce ne fu bisogno. \u00abEcco Hug\u00f2!\u00bb \u00a0riprese Erinne, alzandosi in piedi a salutare il ragazzo che sopraggiungeva da solo. Lo baci\u00f2 sulle guance. Rose rest\u00f2 seduta, invece. Un broncio accattivante le disegnava il volto dai lineamenti regolari. \u00abPronte per la seduta?\u00bb \u00a0chiese Hug\u00f2 a entrambe, pur rivolgendo lo sguardo solo sulla marchesa. Rose scosse la testa, cercando di capire. \u00abLa seduta spiritica, ti ho invitata ieri, ricordi?\u00bb Certo, la seduta. Rose era ubriaca persa, come al solito, e lo aveva ascoltato appena. Ma pensava stesse scherzando. O meglio, approfittando dell\u2019occasione per rivederla. Invece, si sbagliava. Decisamente. E non solo per la presenza di Erinne. Guardava Hug\u00f3 impegnarsi per rendere credibile la seduta all\u2019 aperto. In effetti, il ragazzo le aveva raccontato della sua passione per il soprannaturale, ma Rose aveva soprasseduto. Perch\u00e9 gli piaceva, naturalmente. E, come al solito, quando si infatuava perdeva il senso della realt\u00e0. L\u2019italiano srotol\u00f2 una stuoia e le posizion\u00f2 ai lati quattro fiaccole di bamb\u00f9. L\u2019odore dell\u2019olio delle fiaccole si mescol\u00f2 a quello salmastro del mare, creando uno strano connubio. \u00abIl mormorio del mare \u00e8 la nostra chiave in codice, l\u2019ha inventata Hug\u00f2 per rendere segrete le sedute. Non \u00e8 fantastico?\u00bb intervenne Erinne. No, per la marchesa non lo era per niente, soprattutto ora che aveva avuto conferma di avere una spietata concorrenza. \u00abAndiamo, Rose. So che non ci credi, ma cos\u2019hai da perdere? E poi \u00e8 pi\u00f9 salutare che scolarsi drink ogni notte\u00bb le disse Hug\u00f2. Rose accus\u00f2 il colpo, maledicendo la sua parlantina. Preda dei fumi dell\u2019alcool, notte dopo notte gli aveva raccontato del rapporto tempestoso con sua madre, bruscamente interrotto tre mesi prima. Da lei aveva ereditato il titolo di marchesa e ancora non sapeva come gestirlo. Con un sospiro, Rose si un\u00ec ai due compagni d\u2019avventura, prendendo posto sulla stuoia e chiudendo il cerchio. Si aiut\u00f2 con il respiro controllato, lasciando che le parole pacate di Hug\u00f2 la calmassero. \u00abQualunque cosa accada, tenete strette le mie mani e non lasciate il cerchio.\u00bb Rose trattenne a stento uno sbadiglio. Non aveva dormito per essere puntuale all\u2019appuntamento con Hug\u00f2 e adesso sentiva tutta la stanchezza della notte insonne. \u00abSiamo composti da materia ed energia. Oggi, ci concentreremo sulla nostra energia per accedere al mondo immateriale\u00bb prosegu\u00ec il ragazzo. Erinne, gli occhi socchiusi e le labbra distese in un sorriso storto, accettava passivamente l\u2019esperienza. Ma non lei. La marchesa, Rose De Cotillon, non credeva ai fantasmi. Alla cattiveria umana s\u00ec, anche lei ne era stata artefice e vittima a sua volta, ma all\u2019Aldil\u00e0? No, niente sopravviveva al piano materiale. Erano solo giochi infantili, niente di pi\u00f9, non poteva accaderle niente di terribile dall\u2019esperienza, a meno che si fosse sparsa la voce. L\u2019ultima cosa di cui aveva bisogno era essere additata dalla stampa come una strana, pensava la marchesa. Intanto, il sorgere del sole, anche se oscurato dalle nubi, aveva cambiato la luce sulla spiaggia e Hug\u00f2 inizi\u00f2 il suo dialogo interiore. L\u2019 atteggiamento scettico di Rose non le impediva comunque di osservare la scena. L\u2019 isola d\u2019 Elba era ancora deserta quando Hug\u00f3 pronunci\u00f2 le fatidiche parole: \u00abHenriette De Cotillon, sei qui?\u00bb Nessuna risposta. Il silenzio ancora pervadeva il tratto dell\u2019Isola D\u2019 Elba, osservato dai tre ragazzi. \u00abRose?\u00bb La marchesa annu\u00ec, comprendendo che doveva essere lei a farlo. \u00abMamma?\u00bb Il vento le sibil\u00f2 in risposta. Non aveva mai interagito con sua madre. Complice la ricchezza della famiglia, c\u2019erano state tante, troppe distrazioni a frapporsi fra le due per costruire un rapporto affettuoso. Ma Hug\u00f2 la sollecitava e lei non riusciva a negargli niente. Non ancora, perlomeno. Perci\u00f2 decise di essere sincera, liberando le emozioni finora soffocate. \u00ab\u00c8 strano. Ora che vorrei parlarti tu non ci sei pi\u00f9 ad ascoltarmi.\u00bb Un tonfo in acqua sorprese i tre che sobbalzarono al rumore improvviso. A Erinne scapp\u00f2 una risata isterica. Hug\u00f2 e Rose, invece, si girarono a guardare se ci fossero estranei, facendo sempre attenzione a non rompere il cerchio, ma non videro nessuno. \u00abEcco, volevo solo dirti che ti voglio bene. Mi dispiace per il tempo che abbiamo perso. Ora so che non potr\u00f2 pi\u00f9 recuperarlo e mi fa male.\u00bb La sabbia vicino al cerchio umano vortic\u00f2 in risposta. Quando si ferm\u00f2, i ragazzi poterono leggere la parola registrata dal vento. In due decimi di secondo, un semplice \u201cs\u00ec\u201d provoc\u00f2 la risata di Hug\u00f2, lo sguardo frastornato di Rose e l\u2019urlo di Erinne. La marchesa adesso era completamente sveglia. Una scarica di adrenalina l\u2019aveva scossa alla vista delle due semplici sillabe. Hug\u00f2 si limit\u00f2 a stringere le mani delle due compagne di viaggio, infondendo loro la calma necessaria a proseguire la seduta. \u00abMamma, non ti dimentico. Ci sarai nelle nuove azioni che compir\u00f2 come marchesa.\u00bb Erinne e Hug\u00f2 rimasero in silenzio, stavolta. Entrambi sapevano che in nessun caso dovevano interrompere il flusso emozionale di Rose. Intorno a loro, il vento aveva ripreso a spirare, scompigliando i lunghi capelli delle due ragazze. \u00abQuando mi raccontavi la storia del nostro titolo, credevo che fossi pesante, troppo puntigliosa e snob. Non avevo capito che lo avrei ereditato in ogni caso, solo per il fatto di essere la tua sola figlia femmina. Ma tu lo sapevi. Perch\u00e9 non me lo hai detto?\u00bb Un raggio di sole squarci\u00f2 il cielo, creando un grafismo color oro sulle nubi. Hug\u00f2 spalanc\u00f2 gli occhi per la sorpresa. Non aveva mai visto una runa disegnata in aria. Memorizz\u00f2 ogni tratto, sperando di poterlo ricordare e studiare in seguito. \u00abLa mia strada \u00e8 un cammino che non posso pi\u00f9 ignorare. Adesso ne sono consapevole.\u00bb Rose fece una pausa e l\u2019atmosfera sembr\u00f2 rarefarsi sotto l\u2019assalto di un vento che da tiepido, ora spirava gelido, imperversando sulla spiaggia. \u00abNon sar\u00e0 come il tuo, per\u00f2. \u00c8 per questo che non ho voluto parlarne al funerale. Ho scioccato tutti i presenti, lo hai visto anche tu?\u00bb Un sussurro nel vento le riport\u00f2 una risata come risposta. \u00abNiente pi\u00f9 raccolte fondi, niente gal\u00e0, niente convegni. Cercher\u00f2 un percorso tutto mio per aiutare gli altri senza sprecare altro tempo.\u00bb Rose concluse il suo monologo. Ancora non ci credeva, non stava parlando a sua madre. Sicuramente era stata la mancanza di sonno delle ultime notti a mostrarle i fenomeni, ma le aveva fatto bene esternare il dialogo. Un anomalo refolo di vento colp\u00ec un\u2019onda. L\u2019 acqua di mare rote\u00f2 fino a generare un mulinello in aria. Per un istante, assunse la forma di una donna sorridente per poi cadere a riva e ritornare allo stato naturale. Si tratt\u00f2 di un attimo, ma fu sufficiente. Le lacrime che finora non era riuscita a versare bagnarono il viso della giovane marchesa. Il cerchio si sciolse. In silenzio, i tre ragazzi raccolsero il materiale sulla spiaggia. \u00abStasera cocktail lounge?\u00bb chiese Erinne, piccata per la piega inaspettata della seduta. Come sempre, quando arrivava Rose si prendeva la scena e ormai non riusciva pi\u00f9 a sopportarlo. Nessuno dei due ragazzi le rispose. \u00abNe vuoi parlare?\u00bb disse, invece, Hug\u00f2. Rose scosse la testa. \u00abNo, ho bisogno di tempo per metabolizzare.\u00bb Il sorriso accecante di Erinne non rovin\u00f2 il momento a Rose. Sapeva di aver sbagliato finora, era necessario che capisse come rimediare al meglio. La marchesa non aveva pi\u00f9 bisogno di essere perdonata per la superficialit\u00e0 della sua condotta. Era riuscita a dirlo a sua madre, finalmente. Voleva essere se stessa senza pi\u00f9 compromessi. Senza il peso di un\u2019eredit\u00e0 scomoda. Doveva solo trovare il vento giusto per lei, quello che l\u2019avrebbe aiutata a salpare. Racconto pubblicato in TCN\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,8],"tags":[],"class_list":["post-689","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-antologia","category-articoli"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/689","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=689"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/689\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":694,"href":"https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/689\/revisions\/694"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=689"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=689"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=689"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}