{"id":843,"date":"2026-01-29T15:53:53","date_gmt":"2026-01-29T14:53:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/?p=843"},"modified":"2026-01-29T15:55:21","modified_gmt":"2026-01-29T14:55:21","slug":"risotto-fuoco-e-un-pizzico-di-magia-la-vera-tradizione-della-giubiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sogliaoscura.org\/monicablog\/2026\/01\/29\/risotto-fuoco-e-un-pizzico-di-magia-la-vera-tradizione-della-giubiana\/","title":{"rendered":"Risotto, fuoco e un pizzico di magia: la vera tradizione della Giubiana"},"content":{"rendered":"<p>Gennaio, in Brianza, \u00e8 il mese della Giubiana.<\/p>\n<p>La nostra antica usanza celebra la fine dell\u2019inverno bruciando un grande fantoccio di paglia e stracci nell\u2019ultimo gioved\u00ec del mese.<\/p>\n<p>Un gesto catartico e propiziatorio per sconfiggere il gelo e la malasorte, abbracciando la rinascita.<\/p>\n<p>Il fantoccio ricorda uno spaventapasseri malandato e non credo sia un caso.<\/p>\n<p>Fino agli anni Sessanta la vita brianzola ruotava attorno ai campi e alle stalle, e quale modo migliore per congedare l&#8217;inverno se non liberarsi dei vecchi fantocci consumati dal tempo?<\/p>\n<p>Del resto, gennaio non era tenero con i contadini: il freddo li costringeva a restare in casa, a rimuginare sul destino dei raccolti ancora lontani e minacciati dalle intemperie.<\/p>\n<p>L\u2019 ansia si rifletteva nei proverbi popolari, che scandivano i giorni come un bollettino meteorologico in rima:<\/p>\n<ul>\n<li>17 gennaio \u2013 <em>Sant\u2019Antonio, freddo da demonio<\/em><\/li>\n<li>21 gennaio \u2013 <em>San Sebastiano ha la viola in mano<\/em><\/li>\n<li>2 febbraio \u2013 <em>Alla Madonna ceraiola, dall\u2019inverno siamo fora<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>La fine di un mese tanto difficile era perci\u00f2 accolta con una festa attorno a un fal\u00f2 perch\u00e9 il fuoco purificava tutto: dagli spiriti maligni fino agli insetti pronti a tormentare i futuri raccolti.<\/p>\n<p>A tavola, il protagonista era il risotto con la salsiccia: il riso come augurio di prosperit\u00e0 per il nuovo anno contadino, la salsiccia come simbolo di abbondanza.<\/p>\n<p>Un pasto semplice, ma completo, come lo erano i nostri nonni. Ma la Giubiana aveva anche un altro compito importantissimo: favorire nuovi amori.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, le ragazze trascorrevano l\u2019ultimo gioved\u00ec \u00a0di gennaio trasportando sulla schiena una finta gobba, un curioso rituale per ingraziarsi la benevolenza della Giubiana.<\/p>\n<p>Alla sera, riunite attorno al fuoco, intonavano la filastrocca propiziatoria per favorire il matrimonio da progettarsi entro l\u2019anno:<\/p>\n<p><em>El va \u2019l gin\u00e9 della buna ventura\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/em>Se ne va gennaio della buona ventura<\/p>\n<p><em>Ne sun n\u00e9 maridada n\u00e9 imprumetuda\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em>non sono n\u00e9 maritata n\u00e9 promessa<br \/>\n<em>El va \u2019l gin\u00e9 e me \u2019resti indr\u00e8<\/em>.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Se ne va gennaio e io resto indietro<\/p>\n<p>Col passare del tempo, la figura della Giubiana ha perso molti dei suoi antichi significati,<\/p>\n<p>confondendosi sempre pi\u00f9 con quella della strega combina guai. Ma questa \u00e8 tutta un\u2019altra storia.<\/p>\n<p>Tuttavia, i fal\u00f2 ancora oggi fanno parte del folklore europeo.<\/p>\n<p><strong>A Seregno, anche quest\u2019anno festeggeremo la nostra Giubiana.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019evento \u00e8 in programma sabato, 31 gennaio, presso il parco della Madonna della Campagna.<\/strong><\/p>\n<p>Alle 19 sar\u00e0 offerto il risotto con la luganega (salsiccia di maiale) e alle 21:30 brucer\u00e0 il fal\u00f2 con la Giubiana<\/p>\n<p>alla quale i bambini avranno offerto letterine per allontanare tutto quello che c&#8217;\u00e8 di brutto nel mondo<\/p>\n<p>e che non vogliono pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><br \/>\nPirovano, Franca. <em>Sacro, magia e tradizioni in Brianza<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gennaio, in Brianza, \u00e8 il mese della Giubiana. La nostra antica usanza celebra la fine dell\u2019inverno bruciando un grande fantoccio di paglia e stracci nell\u2019ultimo gioved\u00ec del mese. Un gesto catartico e propiziatorio per sconfiggere il gelo e la malasorte, abbracciando la rinascita. Il fantoccio ricorda uno spaventapasseri malandato e non credo sia un caso. Fino agli anni Sessanta la vita brianzola ruotava attorno ai campi e alle stalle, e quale modo migliore per congedare l&#8217;inverno se non liberarsi dei vecchi fantocci consumati dal tempo? Del resto, gennaio non era tenero con i contadini: il freddo li costringeva a restare in casa, a rimuginare sul destino dei raccolti ancora lontani e minacciati dalle intemperie. L\u2019 ansia si rifletteva nei proverbi popolari, che scandivano i giorni come un bollettino meteorologico in rima: 17 gennaio \u2013 Sant\u2019Antonio, freddo da demonio 21 gennaio \u2013 San Sebastiano ha la viola in mano 2 febbraio \u2013 Alla Madonna ceraiola, dall\u2019inverno siamo fora La fine di un mese tanto difficile era perci\u00f2 accolta con una festa attorno a un fal\u00f2 perch\u00e9 il fuoco purificava tutto: dagli spiriti maligni fino agli insetti pronti a tormentare i futuri raccolti. A tavola, il protagonista era il risotto con la salsiccia: il riso come augurio di prosperit\u00e0 per il nuovo anno contadino, la salsiccia come simbolo di abbondanza. Un pasto semplice, ma completo, come lo erano i nostri nonni. Ma la Giubiana aveva anche un altro compito importantissimo: favorire nuovi amori. Cos\u00ec, le ragazze trascorrevano l\u2019ultimo gioved\u00ec \u00a0di gennaio trasportando sulla schiena una finta gobba, un curioso rituale per ingraziarsi la benevolenza della Giubiana. Alla sera, riunite attorno al fuoco, intonavano la filastrocca propiziatoria per favorire il matrimonio da progettarsi entro l\u2019anno: El va \u2019l gin\u00e9 della buna ventura\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Se ne va gennaio della buona ventura Ne sun n\u00e9 maridada n\u00e9 imprumetuda\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 non sono n\u00e9 maritata n\u00e9 promessa El va \u2019l gin\u00e9 e me \u2019resti indr\u00e8.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Se ne va gennaio e io resto indietro Col passare del tempo, la figura della Giubiana ha perso molti dei suoi antichi significati, confondendosi sempre pi\u00f9 con quella della strega combina guai. Ma questa \u00e8 tutta un\u2019altra storia. 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