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Di intemperanze e altre vicende brianzole
(La balusàda)Se la storia fosse un’arma, Seregno ne sarebbe la custodia perfetta. Per comprenderlo, però, dobbiamo tornare indietro nel tempo. È l’8 giugno 1797, una notte densa di mistero. Il cielo, color antracite, soffoca il bagliore delle stelle, ma almeno la pioggia ha dato tregua. Solo una lampada a petrolio, fievole e traballante, illumina il percorso del calesse su cui viaggia il capitano, Triumviro del borgo, Giovanni Trabattoni, guidato dal suo fido scudiero, il Pelàgra. Entrambi cittadini seregnesi, entrambi mori e di bell’aspetto, si conoscono sin da bambini. Giovanni, un uomo aitante e di classe, appartiene alla nobile famiglia Trabattoni. Il Pelàgra, invece, con la sua indole modesta ma incrollabile, è…
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“Coming Soon…
Corso di Porta Ticinese Il mio racconto selezionato da Historica per Racconti Lombardi 2026. Un luogo che è memoria, passaggio e voce. Una strada che racconta il passare del tempo.
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Tormento
«Ne gradisce una tazza?» “Caffè”, avrei voluto rispondere al cameriere in livrea e guanti bianchi, ma i cartoncini sul tavolo mi confondevano le idee riguardo al gusto che preferivo. Alla fine scelsi un macinato robusto in moca solo perché la fila dietro di me stava cominciando a imbarazzarmi. La festa per i quarant’anni di Anna Pilgrim aveva attirato numerosi avventori. Snob dell’aristocrazia locale si mescolavano a borghesi, faccendieri dello spettacolo e vip. I giornalisti come me stavano già contendendosi l’attrice, ma sapevo che era un errore. Anna non amava essere costretta, si irritava e diventava ostile quando le facevamo fretta. Socchiusi gli occhi e sorseggiai il caffè. Nulla era cambiato…
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Il mormorìo del mare
La marchesa uscì alle cinque. Quella mattina, Rose si sentiva pronta per affrontare la giornata. Ancora non sapeva definire il sentimento che provava, ma era finalmente lucida e voleva ascoltare il mare. Qualcuno le aveva sussurrato il consiglio durante una delle tante notti insonni, trascorse a ballare forsennatamente e a trangugiare margarita, il suo cocktail preferito. «Hai mai ascoltato il mormorio del mare all’alba?» le aveva sussurrato l’affascinante Hugò dai tratti mediterranei, stringendola in un lento appassionato. Rose de Cotillon aveva scosso i lunghi boccoli corvini. No, non lo aveva mai fatto. Anzi, lei evitava accuratamente il mare. «Potremmo farlo insieme domani» le aveva risposto ancora Hugò. La pelle…
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Tracce di un assassino
A occhi chiusi nel buio, ascolto quella voce che pian piano si avvicina e canta. Ha il timbro flautato mentre intona le note della nostra canzone: “La sera suona il silenzio Socchiudo gli occhi Pensando a te Entrando nella camerata Vidi qualcuno triste come me Qualcosa mi si strinse in gola Ed una lacrima mi scese giù…” «Non riesci a dormire neanche oggi?» le sussurro, appena termina il canto. Non mi risponde, ma la sento toccarmi la spalla. Con lei vicino, fatico a riaddormentarmi. Il mattino seguente la piccola Elsa non è più nel letto. Scuoto la corta chioma castana, portandomi le ciocche dietro alle orecchie, una lavata al viso…
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La cosa giusta
LA COSA GIUSTA di Monica Porta Non aveva un presepe per accogliere i fedeli, né luminarie che addobbassero il sagrato della piccola chiesa valligiana. L’altare richiedeva manutenzione. Dai muri, la vernice scrostata si raccoglieva per terra, risaltando sul chiarore opaco del pavimento. Solo l’odore acre dell’incenso mescolato al fumo di candele bianche faceva intuire che, di lì a poco, il parroco avrebbe officiato i riti del Natale. La campana scandì i suoi ultimi rintocchi. Mancava poco a mezzanotte. Sapeva che era inutile illudersi di riempire i banchi vuoti con le voci dei fedeli. I pochi nel paese preferivano frequentare quella mattutina delle sei, ma il buonuomo non si scoraggiava facilmente.…










