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    La fiamma olimpica accende Seregno: un viaggio tra storia e identità

    3 febbraio 2026, via Cadore, ore 15:40 circa È il momento che aspettava Seregno. In piedi, sui marciapiedi della via, una folla si è riunita per l’evento, l’intera città partecipa alla festa. L’attesa è palpabile, leggibile sui volti eccitati e infreddoliti delle persone che mi circondano. I locali lungo la via sono aperti, per partecipare con noi a questo momento collettivo. Davide D., gestore della caffetteria ElTabli, mi racconta che le Olimpiadi che ricorda di più sono quelle di Londra e di Atene. Non ha mai visto dal vivo – né in televisione – il passaggio della fiamma e la associa soprattutto agli atleti, più che al rituale. Le sue…

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    Risotto, fuoco e un pizzico di magia: la vera tradizione della Giubiana

    Gennaio, in Brianza, è il mese della Giubiana. La nostra antica usanza celebra la fine dell’inverno bruciando un grande fantoccio di paglia e stracci nell’ultimo giovedì del mese. Un gesto catartico e propiziatorio per sconfiggere il gelo e la malasorte, abbracciando la rinascita. Il fantoccio ricorda uno spaventapasseri malandato e non credo sia un caso. Fino agli anni Sessanta la vita brianzola ruotava attorno ai campi e alle stalle, e quale modo migliore per congedare l’inverno se non liberarsi dei vecchi fantocci consumati dal tempo? Del resto, gennaio non era tenero con i contadini: il freddo li costringeva a restare in casa, a rimuginare sul destino dei raccolti ancora lontani…

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    Aspettando il 3 febbraio a Seregno

    Il 3 febbraio 2026 a Seregno si scrive una pagina di storia. Tra le geometrie armoniose della pianura brianzola, la città accoglie per la prima volta la fiamma olimpica, simbolo universale di pace e fratellanza. Il percorso non è solo un tragitto urbano: è un racconto che intreccia memoria, cultura e vita quotidiana. Si parte da Piazzale Cadorna, crocevia che evoca il nome del generale del Risorgimento, punto di incontro tra passato e presente. Da qui la fiamma imbocca Corso Matteotti, arteria elegante che porta il nome di Giacomo Matteotti, martire della libertà: una strada che sembra sfilare come un salotto cittadino, tra palazzi storici e vetrine che raccontano la…

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    Quando il Natale profuma di cannella: viaggio nei mercatini europei

    Amo il Natale e ancor più l’attesa del magico momento. Tra le luci soffuse, il profumo di vin brûlé mescolato a quello della cannella, e le melodie dell’Avvento che risuonano nell’aria fredda, i mercatini di Natale mi riportano indietro nel tempo, a quando erano luoghi d’incontro di memorie condivise. I primi mercatini natalizi hanno radici nel Medioevo germanico. A Vienna, nel 1296, il duca Albrecht I autorizzò una “fiera di dicembre” per permettere ai cittadini di fare provviste in vista dell’inverno. Ma è nel XV secolo, in Germania, che la tradizione assume i contorni che conosciamo oggi. Il Christkindlesmarkt di Norimberga, documentato nel 1628, è uno dei più antichi e…

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    La Festa di Santa Valeria: l’evento che unisce i seregnesi

        (foto dell’autrice) Il 28 aprile non è solo una data sul calendario per chi vive a Seregno. È il giorno in cui la città si raccoglie per celebrare la sua identità, il  percorso e, soprattutto, la devozione alla Madonna di Santa Valeria, patrona amata e venerata. La Festa Patronale porta con sé un’atmosfera unica: le strade si riempiono di sorrisi, colori e profumi, tra bancarelle, giostre e momenti di raccoglimento religioso. Anche quando la pioggia fa capolino, nulla scalfisce il sentimento profondo che lega Seregno alla sua santa e alla Madonna. Ma dietro la gioia della celebrazione si nasconde una storia di fede e sacrificio. Santa Valeria visse…

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    L’anima del condottiero
    (Bartolomeo Colleoni d’Andegavia)

    foto di proprietà dell’autrice e gentile concessione di Maria Elisa. https://castellomalpaga.it «L’ombra canuta del Guerrier sovrano a Malpaga erra per la ricca loggia, mutato l’elmo nel cappuccio a foggia, tra i rimadori e i saggi in atto umano.» Gabriele D’Annunzio, Le città del silenzio: Bergamo)  Mi hanno sempre affascinato le figure storiche per la capacità di accendere un riflettore così potente da superare indenni i secoli. Tra queste, Bartolomeo Colleoni emerge come un enigmatico condottiero, la cui esistenza sembra scolpita dal destino. È il 1395. A Solza, in un villaggio della pianura bergamasca, nasce Bartolomeo Colleoni. Non è povero e nemmeno sfortunato, basti pensare che trascorre l’infanzia nella fortezza di famiglia.…