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7 giugno 2026 – Una domenica a Oggiono
Con questo contributo inauguro Porta Altrove, la mia nuova rubrica sulla Brianza che non ti aspetti. Inizio da Oggiono, un piccolo centro lombardo situato tra le colline della Brianza settentrionale lecchese e le acque del lago di Annone. La sua posizione è compresa tra l’ambiente collinare e le prime propaggini delle Prealpi, in un’area spesso definita come Alta Brianza. L’ ho scelto perché offre più spunti. Una storia antichissima, il lungolago con belvedere sulle montagne circostanti e il ristorante “Rosa Bistrot” che ho prenotato per il pranzo. In breve, qualche cenno storico. Il nucleo di Oggiono è molto antico: le sue origini risalgono addirittura al Neolitico (circa 5000 a.C.), come…
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Quando i luoghi parlano – La Torre del Barbarossa a Seregno
Amo la mia città, soprattutto quando cammino senza fretta e mi ritrovo, all’improvviso, catapultata nella storia. Attraversando Piazza Vittorio Veneto non posso fare a meno di alzare lo sguardo verso la Torre del Barbarossa, il monumento più antico di Seregno. Sette piani che affondano le radici nel XII secolo. Si narra che al suo interno siano custodite nove campane, un tempo fondamentali per la vita del contado brianzolo: i loro rintocchi attraversavano i campi e i borghi, allertando la popolazione in caso di pericolo. Oggi non si vedono, ma le campane sono ancora lì, dentro la Torre, ricollocate dopo il restauro degli anni Novanta. La Torre è attualmente chiusa…
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La fiamma olimpica accende Seregno: un viaggio tra storia e identità
3 febbraio 2026, via Cadore, ore 15:40 circa È il momento che aspettava Seregno. In piedi, sui marciapiedi della via, una folla si è riunita per l’evento, l’intera città partecipa alla festa. L’attesa è palpabile, leggibile sui volti eccitati e infreddoliti delle persone che mi circondano. I locali lungo la via sono aperti, per partecipare con noi a questo momento collettivo. Davide D., gestore della caffetteria ElTabli, mi racconta che le Olimpiadi che ricorda di più sono quelle di Londra e di Atene. Non ha mai visto dal vivo – né in televisione – il passaggio della fiamma e la associa soprattutto agli atleti, più che al rituale. Le sue…
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Risotto, fuoco e un pizzico di magia: la vera tradizione della Giubiana
Gennaio, in Brianza, è il mese della Giubiana. La nostra antica usanza celebra la fine dell’inverno bruciando un grande fantoccio di paglia e stracci nell’ultimo giovedì del mese. Un gesto catartico e propiziatorio per sconfiggere il gelo e la malasorte, abbracciando la rinascita. Il fantoccio ricorda uno spaventapasseri malandato e non credo sia un caso. Fino agli anni Sessanta la vita brianzola ruotava attorno ai campi e alle stalle, e quale modo migliore per congedare l’inverno se non liberarsi dei vecchi fantocci consumati dal tempo? Del resto, gennaio non era tenero con i contadini: il freddo li costringeva a restare in casa, a rimuginare sul destino dei raccolti ancora lontani…
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Aspettando il 3 febbraio a Seregno
Il 3 febbraio 2026 a Seregno si scrive una pagina di storia. Tra le geometrie armoniose della pianura brianzola, la città accoglie per la prima volta la fiamma olimpica, simbolo universale di pace e fratellanza. Il percorso non è solo un tragitto urbano: è un racconto che intreccia memoria, cultura e vita quotidiana. Si parte da Piazzale Cadorna, crocevia che evoca il nome del generale del Risorgimento, punto di incontro tra passato e presente. Da qui la fiamma imbocca Corso Matteotti, arteria elegante che porta il nome di Giacomo Matteotti, martire della libertà: una strada che sembra sfilare come un salotto cittadino, tra palazzi storici e vetrine che raccontano la…
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Quando il Natale profuma di cannella: viaggio nei mercatini europei
Amo il Natale e ancor più l’attesa del magico momento. Tra le luci soffuse, il profumo di vin brûlé mescolato a quello della cannella, e le melodie dell’Avvento che risuonano nell’aria fredda, i mercatini di Natale mi riportano indietro nel tempo, a quando erano luoghi d’incontro di memorie condivise. I primi mercatini natalizi hanno radici nel Medioevo germanico. A Vienna, nel 1296, il duca Albrecht I autorizzò una “fiera di dicembre” per permettere ai cittadini di fare provviste in vista dell’inverno. Ma è nel XV secolo, in Germania, che la tradizione assume i contorni che conosciamo oggi. Il Christkindlesmarkt di Norimberga, documentato nel 1628, è uno dei più antichi e…










