7 giugno 2026 – Una domenica a Oggiono
Con questo contributo inauguro Porta Altrove, la mia nuova rubrica sulla Brianza che non ti aspetti.
Inizio da Oggiono, un piccolo centro lombardo situato tra le colline della Brianza settentrionale lecchese e le acque del lago di Annone. La sua posizione è compresa tra l’ambiente collinare e le prime propaggini delle Prealpi, in un’area spesso definita come Alta Brianza.
L’ ho scelto perché offre più spunti. Una storia antichissima, il lungolago con belvedere sulle montagne circostanti e il ristorante “Rosa Bistrot” che ho prenotato per il pranzo.
In breve, qualche cenno storico.
Il nucleo di Oggiono è molto antico: le sue origini risalgono addirittura al Neolitico (circa 5000 a.C.),
come testimoniano alcuni ritrovamenti archeologici.
Nel tempo il territorio è stato abitato anche nell’Età del Bronzo e si è poi sviluppato durante l’epoca romana, quando divenne un piccolo centro con funzioni commerciali e amministrative.
Dopo la caduta dell’Impero Romano, Oggiono entra nell’orbita dei Longobardi. Proprio a questo periodo risale probabilmente la nascita della pieve, che diventa il cuore religioso e organizzativo della zona.
Nel Medioevo il borgo segue le vicende del territorio milanese, passando sotto il controllo dei Visconti e degli Sforza, mentre la vita quotidiana resta principalmente agricola, legata ai ritmi della campagna.
Con l’Unità d’Italia e, soprattutto, nel Novecento, il paese cresce e si trasforma, mantenendo però un forte legame con il suo passato.
E oggi?
Oggiono è una cittadina viva e dinamica, che conserva tracce evidenti ed entusiaste del suo passato.
Sant’Eufemia di Oggiono è la Chiesa parrocchiale principale del paese, legata alla pieve locale fin dall’alto medioevo.
Risale ai primi secoli del cristianesimo nella zona (V–VI secolo) e si sviluppa, poi, in epoca longobarda. L’edificio attuale è però il risultato di una ricostruzione del XVII secolo.

La chiesa si affaccia su Piazza della Chiesa, con un sagrato rialzato rispetto alla strada.
Salendo i gradini, vi troverete lo spettacolo mozzafiato del belvedere.
La Chiesa di Sant’Eufemia di Oggiono ha un ingresso centrale affiancato da porte laterali e nicchie con statue di santi.
L’aspetto attuale deriva anche da modifiche dopo un ciclone nel 1898, che causò danni e restauri.L’interno ha un impianto a croce latina con un’unica ampia aula.
Lungo la navata si aprono diverse cappelle laterali ben conservate.
Gli ambienti sono ricchi di stucchi, marmi e decorazioni pittoriche, frutto soprattutto di interventi tra Seicento e Ottocento.
Tra le opere di valore, il più rilevante è il polittico cinquecentesco di Marco d’Oggiono, allievo di Leonardo da Vinci.
Sono presenti anche affreschi rinascimentali, tra cui una Madonna in trono, uno Sposalizio della Vergine di Andrea Appiani (XVIII secolo)
e altre opere, come un crocifisso ligneo e un organo storico.

Della costruzione più antica restano ancora il battistero romanico di San Giovanni e la parte inferiore del campanile.
Appena si entra, l’attenzione è catturata dai santi dipinti sulle pareti.
E non sono scelti a caso: sono quelli più “vicini” alla vita quotidiana del popolo tra il Quattrocento e il Cinquecento d.C.
Eccone alcuni:
San Giovanni Battista, il santo legato al rito del battesimo, qui è il padrone di casa.
San Rocco, il Santo invocato contro la peste, lo si riconosce perché mostra una piaga sulla gamba.
San Sebastiano, protettore dalle epidemie, è quello trafitto dalle frecce.
Sui muri del battistero si possono osservare santi ripetuti più volte e non è un errore. La gente del tempo faceva affrescare il proprio santo protettore come voto.
Verso il fondo dell’edificio, si trova l’abside, la parte più antica e misteriosa del Battistero.
Qui sono conservati i frammenti più antichi:
il Cristo Pantocratore (Gesù rappresentato come signore del mondo).
Una teoria di santi, oggi solo in parte visibile, rovinati dal tempo. Alcuni di questi affreschi potrebbero risalire al XIII secolo.
Abbassando lo sguardo, al centro, la struttura in pietra è il resto del fonte battesimale,
una vasca dove si veniva immersi completamente nell’acqua.
Vicino all’ingresso ci sono resti di scale incassate nei muri.
Non si sa con certezza dove portassero, ma si pensa a una specie di galleria superiore.
Questo rimane uno dei misteri di questo Battistero.
L’atmosfera che si respira qui è il secondo.
La luce entra dall’alto, le pareti sono un libro illustrato che racconta storie millenarie.
Il centro è vuoto, ma pieno di significato, uno dei pochi posti dove puoi sentire davvero com’era la fede mille anni fa.
Questo battistero è il luogo dove Oggiono è “nata” spiritualmente.
Il battistero di solito è aperto la prima domenica del mese.
Orari indicativi: la mattina e il pomeriggio, dopo le 15.
L’ingresso è libero e c’è un volontario sul posto che risponde alle domande. Ringrazio la signora Marisa, la guida preparatissima ed empatica che mi ha narrato le vicende del Battistero.
Riprendendo la strada, il piccolo centro storico di Oggiono si visita comodamente a piedi.
Lungo le Vie del borgo potete ammirare le riproduzioni pittoriche di Marco d’ Oggiono,
celebre pittore allievo di Leonardo, come “La ragazzo con ciliegie” in foto.
Tutte le opere sono ben documentate e la pro loco organizza tour guidati per gli appassionati d’ arte o per chi volesse approfondire la materia.
Il paesaggio naturale, con il lago di Annone e le colline moreniche dell’Alta Brianza, continua a essere uno degli elementi distintivi del territorio.
Dal Lago, si aaccede ai sentieri che attraversano il bosco. Qui consiglio di munirsi di scarponcini.
Insomma, Oggiono è un piccolo gioiello da scoprire.
L’ esempio di come un piccolo centro possa racchiudere una storia complessa e affascinante, fatta di incontri tra popoli, dominazioni e trasformazioni che arrivano fino ai giorni nostri.
Una sosta al Ristorante “Rosa Bistrot” vi permetterà di godere di un ottimo pranzo a prezzi onesti. La cucina offre piatti di pesce e di carne adatti a tutti i palati.
NdA
Contatti: monica_porta@tim.it









