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Il Castello di Miramare: la storia d’amore di Ferdinando Massimiliano e Carlotta, il sogno del Messico e spizzichi della città mitteleuropea

Miramare. Trieste. Una calda giornata d’agosto.

Seguendo le indicazioni, percorro l’unica strada che conduce al promontorio di Grignano.

Il candore della pietra d’Istria del castello risplende sotto i riverberi del sole anche a distanza.

Castello di Miramare – Trieste – veduta del promontorio di Grignano – vista dalla passeggiata – parcheggi gratuiti in zona

La passeggiata verso l’ingresso regala splendidi scorci sull’Adriatico.

Qui si trova anche l’Area Marina Protetta di Miramare,

uno dei tratti di mare più tutelati dell’alto Adriatico, dove la natura mostra chiaramente i benefici della conservazione ambientale.

Il viale alberato che conduce al castello è fiabesco. Gli alberi si incurvano fino a formare un arco naturale, donando frescura ai turisti.

Eppure, dietro questa immagine romantica si nasconde una delle vicende più affascinanti e tragiche dell’Ottocento europeo.

 

Castello di Miramare – Trieste – prospettiva dal giardino

Miramare fu voluto dall’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo, fratello minore dell’imperatore Francesco Giuseppe.

Affascinato da Trieste e dal mare, nel 1855 decise di costruire qui una residenza lontana dall’etichetta della corte viennese.

Il castello venne realizzato tra il 1856 e il 1860 su progetto dell’ingegnere Carl Junker, utilizzando la candida pietra d’Istria che ancora oggi gli conferisce il suo aspetto luminoso.

Durante i lavori, i due sposi soggiornarono nel vicino castelletto, una dimora più piccola, ancora oggi visitabile, ma solo su prenotazione della guida.

Passeggiando nelle sale del castello si percepisce immediatamente che non si tratta di una semplice residenza aristocratica.

Miramare è un luogo profondamente personale, progettato secondo il gusto e le passioni del suo proprietario.

La biblioteca è spettacolare.

Biblioteca del Castello di Miramare – Trieste

 

Gli scaffali in legno scuro che arrivano al soffitto, i volumi antichi custoditi dietro le griglie, le decorazioni eleganti e il parquet lucidissimo restituiscono l’immagine di un uomo colto e curioso.

Davanti a questi libri immagino Ferdinando Massimiliano studiare carte nautiche, leggere racconti di viaggio o progettare nuove spedizioni.

Del resto, era un uomo tutt’altro che convenzionale per il suo tempo: amava la navigazione, la botanica e le esplorazioni.

Anche il grande parco di Miramare, che oggi si estende per circa ventidue ettari, nacque dalla sua passione per le piante provenienti da ogni parte del mondo.

In una delle sale del castello incontro il ritratto di Carlotta del Belgio.

Ritratto di Carlotta del Belgio – Castello di Miramare – Trieste

Il volto appare delicato ma determinato. Osservandolo mi chiedo cosa pensasse mentre il destino della coppia stava per cambiare.

Secondo un aneddoto tramandato nel tempo, Carlotta incoraggiò il marito ad accettare la proposta che gli arrivò dal Messico.

Si racconta che fosse attratta dall’idea di diventare imperatrice: suo padre era re del Belgio e nella sua famiglia non mancavano corone e troni.

Anche se questo episodio appartiene più alla tradizione che alla storia documentata, aiuta a comprendere il clima di aspettative che circondava la coppia.

Nel 1863 il castello divenne il centro di una vicenda internazionale.

Una delegazione di notabili messicani, guidata da José María Gutiérrez de Estrada, raggiunse Miramare per offrire a Massimiliano la corona del Messico.

L’iniziativa era sostenuta da Napoleone III di Francia, che vedeva nel nuovo impero uno strumento per rafforzare l’influenza francese nel continente americano.

Ferdinando Massimiliano accettò.

Una scelta che avrebbe cambiato per sempre la sua vita.

Non tutti, però, erano convinti che fosse una buona idea.

Il fratello Francesco Giuseppe cercò invano di farlo desistere.

Quando comprese che la decisione era ormai irrevocabile, pretese che rinunciasse formalmente a ogni diritto di successione sul trono degli Asburgo.

Il 9 aprile 1864 l’arciduca firmò il documento.

Pochi giorni dopo lui e Carlotta lasciarono Miramare diretti verso il Messico.

I due fratelli non si sarebbero mai più rivisti.

Ritratto di Ferdinando Massimiliano d’Asburgo – Lorena Castello di Miramare

Osservando questo ritratto ho la sensazione di trovarmi davanti a un uomo che guardava lontano.

Forse troppo lontano.

Il Messico che lo attendeva era un Paese attraversato da profonde divisioni politiche e da una lunga guerra civile.

Quando il sostegno francese venne meno, il nuovo imperatore si ritrovò isolato.

Nel giugno del 1867 fu catturato dalle forze repubblicane, fedeli a Benito Juárez, e il 19 giugno venne fucilato a Querétaro.

Aveva solo trentaquattro anni.

La sua avventura imperiale era durata appena tre anni.

Dopo la morte di Ferdinando Massimiliano e il ritorno di Carlotta in Belgio, il castello non ebbe un unico proprietario privato, ma attraversò diverse fasi storiche.

Dal 1867 al 1918, Miramare rimase legato alla famiglia imperiale degli Asburgo e ospitò vari membri della dinastia durante brevi soggiorni.

Tra i frequentatori più illustri vi furono l’imperatrice Elisabetta d’Austria (Sissi), Francesco Giuseppe, Francesco Ferdinando e gli ultimi imperatori Carlo e Zita.

Dopo la Prima guerra mondiale, con la fine dell’Impero austro-ungarico e l’annessione di Trieste all’Italia, il comprensorio passò all’amministrazione dello Stato italiano.

Nel 1929: il castello fu aperto al pubblico come museo.

Dal 1931 al 1937, divenne la residenza di Amedeo di Savoia-Aosta, che vi abitò con la famiglia e fece modificare alcune stanze, sostituendo diversi simboli asburgici con emblemi sabaudi.

Seconda guerra mondiale, durante l’occupazione tedesca fu utilizzato come scuola per ufficiali. Successivamente fu occupato dalle truppe alleate.

Dal 1955 a oggi,  è nuovamente museo e bene dello Stato italiano, oggi Museo Storico e Parco del Castello di Miramare.

A Miramare aleggia anche una sinistra leggenda.

Si dice che chi vi abiti o vi leghi il proprio destino sia destinato a una fine infelice lontano dalla serenità cercata tra queste mura.

Accadde a Ferdinando Massimiliano, fucilato in Messico.

Anche Sissi, che soggiornò più volte a Miramare, morì assassinata a Ginevra nel 1898,

mentre Francesco Giuseppe visse gli ultimi anni segnati da lutti familiari e tragedie personali.

Secondo la tradizione, la maledizione avrebbe colpito persino Amedeo di Savoia-Aosta,

residente nel castello prima di morire prigioniero in Africa orientale.

Perché visitare Miramare

Molti visitano il Castello di Miramare per la sua straordinaria posizione sul mare.

Per me, invece, il  motivo che vale l’ingresso a pagamento è racchiuso nelle storie che custodisce.

Le stanze narrano di viaggi, ambizioni, amore e politica internazionale.

I corridoi raccontano il sogno di un giovane arciduca che volle costruire sul Golfo di Trieste il luogo perfetto per sé e per la donna che amava.

Un sogno che durò poco.

Forse è proprio questa malinconia, unita alla straordinaria bellezza del paesaggio, a rendere Miramare uno dei luoghi più suggestivi non solo di Trieste, ma di tutta l’Italia.

Guardando il mare dalle terrazze del castello penso che Ferdinando Massimiliano osservasse lo stesso orizzonte ogni giorno.

Chissà se, contemplando quelle acque, immaginava già il viaggio che lo avrebbe condotto dall’altra parte del mondo.

Qualche spizzico della città
Trieste è una città di confine e di incontro tra culture, affacciata sul Mare Adriatico e caratterizzata da una forte identità mitteleuropea.
È il capoluogo del Friuli-Venezia Giulia e, per la sua storia legata all’Impero austro-ungarico, rappresenta un ponte tra l’Europa centrale, quella mediterranea e quella balcanica.
Piazza Unità d’Italia – Trieste

Piazza Unità d’Italia con il suo Molo Audace è un notevole esempio di ingegneria marittima ottocentesca, integrato nel sistema portuale storico di Trieste.

 

 

 

 

 

 

 

 

Molo Audace 1 – Trieste

 

La storia del molo è strettamente legata al passato marittimo della città.
Il suo nome attuale deriva dall’Audace, la prima nave italiana che attraccò a Trieste il 3 novembre 1918,
data che segnò il passaggio della città all’Italia dopo la fine della Prima guerra mondiale.
Prima di allora era conosciuto come Molo San Carlo.
Ancora oggi rappresenta un simbolo dell’identità triestina e del profondo legame che la città mantiene con il mare.

 

 

 

 

 

 

Molo Audace 2 – Trieste

 

 

 

 

 

 

 

Trieste – Statua di Umberto Saba
Trieste è anche legata a figure letterarie importanti, come Umberto Saba e Gabriele D’Annunzio, che hanno lasciato tracce della loro presenza nella città.

Bibliografia tratta da:

– Museo Storico e Parco del Castello di Miramare

– Biografia ufficiale di Massimiliano d’Asburgo

– Storia del Castello di Miramare

Aneddotica triestina di Salvatore Cicala

Nota dell’autrice: l’incontro con Massimo Battista della Libreria Antiquaria Umberto Saba, in Via San Nicolò 30/B a Trieste, mi è stato particolarmente utile per approfondire alcuni aspetti storici e curiosi legati alla vicenda di Massimiliano e Carlotta.