La Soglia Oscura
Immagini

SFIORANDO L’INDIA – Parte 3°
(Ajanta ed Ellora)
di Ginevra Colli

Provo a farvi intravedere cosa potrebbe essere l’India.
Un paese immenso, non per la vastità geografica, ma per quello che essa contiene.
In realtà nemmeno io la conosco. L’ho sfiorata, spiata, annusata.
Dopo una prima volta, sono tornata, ma il pezzetto di cuore che ho lasciato in questo paese incredibile, caotico, rumoroso, maleodorante… non l’ho più trovato.
Sarò costretta a farci ritorno.
Qualche stralcio del mio diario, qualche immagine rubata.

Ellora
(Patrimonio UNESCO – antico centro di pellegrinaggio del buddhismo, del brahmanesimo e del giainismo)

E’ un luogo magico.
Entriamo quasi in punta di piedi nella grotta principale che si trova all’inizio del percorso.
E’ irreale. Nella roccia viva della montagna è stato scavato un tempio perfetto.
Suono di uccelli, rocce altissime, grotte, colonne, elefanti di pietra.
Scale intagliate che portano a stanze scavate che contengo yoni e linga. Pezzi di cielo.
Non si può descrivere. Rimaniamo forse due ore a scattare foto che non renderanno mai giustizia a tutto questo.
E’ immenso. Divinità Hindu scolpite nella montagna, gallerie con prospettive di colonne intagliate. Altri squarci di cielo.

Il sito di Ellora è davvero vasto, noi ne siamo rapiti. All’interno di alcune grotte sembra di non essere nel tempo giusto. Visualizzo fiaccole, processioni di monaci avvolti in drappi arancioni, sento mantra senza fine…

Stanchi ed entusiasti raggiungiamo una delle grotte jainiste: è davvero fantastica. Le sculture sono diverse dalle precedenti, meno elaborate…siamo anche qui a bocca aperta.

Con un tuc tuc passiamo a quelle buddhiste. Sono più semplici e meno impressionanti delle altre ma forse per questo trasmettono una sensazione di rilassatezza maggiore.
Una ci affascina particolarmente, sembra di essere dentro ad una barca rovesciata, o nella cassa toracica di una balena. In fondo c’è uno stupa.
Ci sediamo e rimaniamo in silenzio per qualche minuto. Penso che qui molte religioni convivono, o hanno convissuto a lungo.

Ajanta
(Patrimonio UNESCO – Complesso di grotte scavate dai monaci Buddisti e affrescate – con una tecnica a tempera – le immagini che raccontano principalmente la vita del Buddha)

La nostra meta è Ajanta.
La vallata si apre a ferro di cavallo e tutto il sito si sviluppa sulla parete rocciosa a destra. Il percorso è breve, ma ricco. Probabilmente in origine l’accesso era molto più difficoltoso, oggi ci sono passaggi in cemento.
All’interno purtroppo le grotte sono molto rovinate, ciò nonostante in alcune di esse, sono rimasta intrappolata dall’atmosfera e dalle immagini che la mia fantasia era in grado di creare.
Le grotte sono buddhiste, nei vari templi troviamo grandi statue del Buddha in diverse posture e mudra.
Qui sono state istallati sistemi di illuminazione che grazie ad un luce molto soffusa, donano un grande valore aggiunto al sito. Creano suggestione.
La luce gialla posta alla base delle colonne ricorda quella delle fiaccole, è un attimo farsi trasportare nel tempo.

ELLORA

AJANTA