Il caso Borley, una delle case più infestate al mondo – di Caroline Darko

Chi non si è mai spaventato ritrovandosi di fronte a una presunta casa infestata dai fantasmi? O addirittura.. da poltergeist e Demoni. Chiunque, risponderete.

Ebbene sì, le abitazioni infestate dai fantasmi hanno sempre creato terrore nell’animo dei viandanti e dei passanti, tanto che… le leggende su di esse, col passare degli anni altro non hanno fatto che ingigantirsi ancor di più.

Se c’è un luogo da citare, uno dei più infestati al mondo, quello è la canonica di Borley.

Borley Rectory, un edificio di circa undici camere da letto, più ulteriori stanze. La costruzione avvenne nel 1863 grazie al reverendo Henry Dawson Ellis Bull, a Borley, villaggio a 60 miglia a nord-est di Londra, nella costa sud-orientale. Purtroppo ora poco vi rimane, poiché è stato distrutto in un incendio nel 1939.

Perché divenne celebre? Esso vanta di investigazioni del paranormale proprio a causa dell’infestazione di poltergeist più famosa al mondo (superando anche quella del caso Enfield).
Non si sentì mai parlare di fantasmi, fino al 1929, anno in cui Harry Price, studioso di paranormale, fece visita alla casa grazie alla chiamata del reverendo Guy Smith, che abiterà la casa per un anno.
La canonica cambiò nuovamente inquilini e si passò al reverendo Lionel Foyster e sua moglie Marianne.
Con questi abitanti, i fenomeni si fecero più forti e incontrollabili: scritte che comparivano sui muri, pietre e libri che volavano, campanelli suonanti, getti d’acqua improvvisi, oggetti che sparivano e riapparivano senza il minimo senso e tanto altro ancora.
La notte per loro era così difficile dormire… poiché venivano disturbati da codesti fenomeni.
Il reverendo tenta un esorcismo, senza però non sortire alcun effetto.
Una notte, la moglie Marianne, senza volerlo, intravide una macabra figura scura, grande, simile a quella di un pipistrello, ma senza riuscire però a identificarla.
Anche i vecchi fenomeni riapparvero, tra cui richieste d’aiuto e di preghiere.
Ma i Foyster non durano e proprio come gli altri abbandonano la canonica nel 1935.

Il nuovo inquilino, l’investigatore del paranormale Harry Price, fa capolinea nell’abitazione nel 1937 e fa installare lì altri investigatori.
Anche essi, avrebbero poi rinvenuto fenomeni paranormali incontrollabili.

La leggenda però, è ancor più antica e la storia non cominciò proprio con la costruzione dell’edificio.
Il suo predecessore, su quella terra, fu un monastero dove viveva una monaca, rinchiusa tra le mura.
La donna era innamorata di un cocchiere e, ricambiata, dopo vari tentativi gli innamorati tentarono di fuggire via. Con la complicità del frate, salirono una notte su di una carrozza, ma fu troppo tardi perché un’identità strana diede l’allarme al monastero e questi vennero fermati.
Il frate e il cocchiere vennero giustiziati e la monaca, per punizione, murata viva in una cella del monastero.
Una storia che fa accapponare la pelle, pensare a una donna rinchiusa in un buco, nell’oscurità, senza cibo, acqua… mentre striscia nella notte in cerca di aiuto, fino a raggiungere proprio la morte.
Harry Price venne anche a sapere che, nel corso dei tempi, dopo il tramonto molti testimoni avrebbero visto proprio un’agghiacciante monaca in abiti scuri camminare a testa abbassata nel sentiero che porta al bosco.
Questo viottolo viene chiamato, per l’appunto, il ”sentiero della monaca”.
Price, dopo varie sedute, venne a contatto con lo spirito di una suora, Maria Lairre, vissuta nel XVI secolo. Coincidenze?

Nel 1939 la canonica di Borley passò ad un altro inquilino, W. E. Gregson, che, accidentalmente, nel medesimo anno fece cadere una lampada a olio sul pavimento.
L’incendio, distrusse l’edificio e lo bruciò interamente.
Ma la storia non finì con l’incendio che rase al suolo la canonica.
Nel 1943 Price e i suoi collaboratori avviarono l’inizio degli scavi e ciò che vi trovarono fu spaventoso. Una mandibola che apparteneva ad una figura di sesso femminile, che si suppone potesse essere stata quella della monaca.

Molto prima, su quel terreno, è certo che le vittime che ci furono, furono proprio quelli della peste del XVII secolo. Fu però nel 1944 che le rovine della casa Borley, vennero finalmente, completamente, del tutto distrutte, ponendo fine a un mistero durato secoli.

La liberazione
Sia lodato nostro Signore,
cristo in croce che tu m’assista
in quest’epidemia del cuore
che m’ha colpito,
in questa terra su cui son
ormai naufragata.
Io, Maria,
come la santa vergine,
chiedo per il perdono,
per la tua misericordia.
Tienimi in vita padre mio,
non m’abbandonare anche tu
in questa landa oscura,
nel buio,
dove Satana può afferrarmi
e portarmi con sé nell’abisso infernale.
Ho peccato,
ma è il peccato più bello
che potessi commettere,
quello di amare,
amare follemente
come una madre col proprio bambino,
come una suora,
per Dio.
Sono qui per la mia espiazione
e non ti do alcuna spiegazione
perché se è per amore che subirò la mia pena
allora che mi prenda pure con sé la morte
e Satana stesso,
coi suoi Demoni infernali,
poiché non c’è cosa più letale
che mi abbia consentito di sentirmi viva
come l’amore.

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