La Soglia Oscura
Parapsicologia,  Misteri

LO SPETTRO DI ALCATRAZ
di Gabriele Luzzini

L’isola di Alcatraz si trova nell’Oceano Pacifico orientale, sotto la giurisdizione della città di San Francisco (California – USA), da cui dista circa 2 km.
L’esploratore spagnolo Juan de Ayala la raggiunse nel 1755 e la chiamò ‘Isla de los Alcatraces’ (isola dei pellicani) poiché quando sbarcò tali volatili erano presenti in gran quantità e lo accolsero sulla scogliera.
Di natura prevalentemente rocciosa, tale da essersi guadagnata il nome di ‘The Rock’, dal 1934 al 1963 ospitò un istituto penitenziario dal quale era quasi impossibile evadere per via delle efficaci condizioni di massima sicurezza e delle forti e gelide correnti dell’oceano. Di fatto, riuscire a scappare dal controllo delle guardie e raggiungere la terraferma era un’impresa destinata a fallire e durante i quasi 30 anni in cui il carcere fu attivo, ci furono soltanto 14 tentativi, la maggior parte dei quali si conclusero tragicamente con la morte dei fuggitivi.

Il trattamento nei confronti dei prigionieri all’interno della struttura era estremamente duro e nel corso degli anni ci furono diversi decessi tra le sue mura, non solo a causa di sfortunate evasioni.
Alcatraz era una prigione per detenuti altamente violenti o pericolosi e quindi, conseguentemente, al suo interno vigeva un regolamento molto rigido, tra cui il fatto che potessero essere messi in isolamento al buio e al freddo, a discrezione delle guardie.
Il carcere fu chiuso il 21 marzo 1963 semplicemente per evitare i costi elevati di mantenimento dello stesso, poiché era necessario trasportare via mare alimenti, indumenti e addirittura l’acqua potabile. Successivamente fu riaperto per le visite guidate e attualmente l’attività dei tour all’interno dell’isola è gestita dal ‘National Park Service’.

Nel corso di una di queste visite, fu scattata attraverso una grata la fotografia che trovate qui di seguito, che immortala una zona interdetta al pubblico. In particolar modo, vi chiedo di prestare attenzione all’area evidenziata in giallo. Cosa vedete?


Ho effettuato alcune semplici analisi spettrografiche e qui di seguito potete verificarne i risultati. Sembrerebbero sottolineare una cerca consistenza nella figura e quindi non un semplice gioco di luci o un’aberrazione ottica, nonostante un’indiscutibile evanescenza.
In ogni caso, l’abbigliamento sembrerebbe poco consono a un manutentore o a un addetto dell’isola e sicuramente non può trattarsi di un turista essendo un’area in cui è proibito l’accesso.


Proviamo quindi a ricordare un episodio recente della storia dell’isola, accantonando momentaneamente i detenuti morti al suo interno.

Nel novembre del 1969 quasi 80 nativi americani guidati da Richard Oakes occuparono Alcatraz per trasformarla in un centro studi sui nativi americani, proponendo provocatoriamente di acquistarla con perline colorate e stoffa rossa, come del resto gli europei acquistarono Manhattan dai loro avi.
Dopo circa un anno e mezzo di pacifica occupazione, numerosi agenti federali sgombrarono l’isola.


E se l’immagine scattata con un comunissimo smartphone avesse catturato un residuo psichico di allora? A ben guardare, l’immagine potrebbe suggerire un abbigliamento tribale.
Cosa esattamente ritragga la fotografia resta un mistero, anche se sono noti numerosi casi di infestazione in edifici che in passato furono luoghi detentivi o dove avvennero episodi sanguinosi.
Come se la memoria non potesse mai concedere tregua.

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