La Soglia Oscura
Poesie

LA GHIGLIOTTINA
di Giulia Faccio

È il 13 Giugno 1782
Le assi del patibolo si lamentano
Del peso nel mio cuore più che dei passi
Se non fossimo su questo palco improvvisato
A recitare il gioco di dio
Forse l’alba avrebbe un tepore ed un colore.

Si pensava ad un’operetta breve
Poche battute e giù il sipario
Non si usa più fare grandi spettacoli
La gente è abituata alle teste mozzate
Ma tu, tu sei l’ultima strega
E una famiglia indossa abiti di broccato
Per assistere al tuo debutto…

Forse hai messo le dita in tasche profonde
o tra uno scroto troppo nobile…
ed ora che Sua Santità ha apposto i sigilli
le tue mani non possono alcun maleficio
legate mentre giungi a capo chino
Ti hanno tagliato i capelli
Al resto penso io…

Sei una piccola creatura consunta e stropicciata
Il tuo nome mi ha fatto gelare
Così indifesa e talmente potente
Il tuo nome mi ha fatto crollare…
Ricordo il padrone masticare carne vecchia
Mentre mi comunica il lavoro
Il mio esordio da giustiziere
Forse l’ultimo boia per l’ultima strega
Mentre spolpa l’osso giallo sputa anche la tua identità
Il tuo nome mi ha fatto gelare
Il tuo nome mi ha fatto crollare…

Ti sto aspettando come una coltellata
Sei stanca e gentile mentre ti sospingono
Hai incespicato sul mio stivale, scusandoti
Non sembri mia madre ma lo sei
Sono talmente alto che non potrai guardarmi
Il mio volto rimarrà oscuro
Mascherato come quello dei tuoi delatori
Tocca a me bloccarti le spalle tra i legni
sgancio la leva
La puleggia strida come un topo schiacciato
40 chili di ferro ti staccano dal collo
Non si richiede più di esporre il trofeo
Ma i nobili sono gentaglia nostalgica
Ed allora ti prendo tra le mani
Dopo tanti anni ti stringo
e presento la tua testa
Segretamente madre e figlio
riuniti per la festa.