L’aereo svanito nel nulla – di Gabriele Luzzini

Era il 23 novembre 1953 quando un oggetto in volo misterioso apparve sui radar di terra a Sault Ste. Marie (Michigan). Dalla base dell’US Air Force Kinross, il tenente Felix Moncla salì sul suo intercettore F-89 Scorpion e si alzò in volo col tenente Robert L. Wilson, addetto alla strumentazione di bordo, per indagare l’anomalia.

L’aereo volava a 500 miglia orarie mentre il misterioso velivolo aveva iniziato a cambiare direzione, e riuscì ad intercettarlo. Ma mentre si avvicinava, il radar di terra segnalò che l’intercettore si stava improvvisamente ‘fondendo’ con l’oggetto. I controllori da terra pensarono che per un istante Moncla si era posizionato esattamente sopra l’UFO ma subito dopo, entrambi gli oggetti scomparvero immediatamente dalla visione radar. I tentativi di contattare il pilota risultarono vani. Al momento della scomparsa, l’aereo si trovava a settanta miglia al largo di Keweenaw Point nella parte superiore del Lago Michigan, ad 8.000 piedi di altitudine. Decollò immediatamente una squadra di soccorso, la 433a Fighter Interceptor Squadron, ma nonostante la ricerca si protraesse per tutta la notte, non fu trovata alcuna traccia né dell’aereo e né dell’UFO. La prima dichiarazione dalla Norton Air Force Flying Safety Division sosteneva che “Il pilota probabilmente soffriva di vertigini e si è schiantato nel lago.” Non c’è alcuna indicazione medica al riguardo e il fatto che un pilota soffrisse di vertigini risulta piuttosto improbabile, tanto più che stava volando con un supporto strumentale e non basandosi sulla vista. Una teoria successiva proposta dall’ USAF (US Air Force) suggeriva una collisione con un DC-3 canadese che non doveva trovarsi lì, ma la RCAF (Royal Canadian Air Force), ha negato tale eventualità. Non sono stati trovati detriti o rottami e ad oggi il destino del tenente Moncla e del tenente Wilson resta sconosciuto.