Le macabre decorazioni di San Bernardino alle Ossa – di Gabriele Luzzini

Nel cuore di Milano sorge una Chiesa dall’indiscutibile atmosfera insolita, chiamata San Bernardino alle Ossa e citata nelle cronache del passato anche come San Bernardino ai Morti. Ma prima di illustrare la peculiarità di tale edificio, anche se l’indizio nel nome è già evidente, mi sembrerebbe opportuno fornire qualche dettaglio sulla sua storia.

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Roberta Canu (Autori sulla Soglia)

BIOGRAFIA:

Mi chiamo Roberta Canu, ho ventisette anni. Vivo in Sardegna, più precisamente a Sorso in provincia di Sassari. Amo moltissimo la scrittura, la lettura, fin da piccola leggevo i romanzi di Stephen King e all’età di 16 anni iniziai a scrivere fan fiction in rete con protagonisti i cantanti delle band.
Il mio primo romanzo è Gli angeli di Daniel, successivamente ho pubblicato Stringimi forte e alcuni ebook in self-publishing.
Amo l’arte, la pittura, gli animali, più precisamente i gatti. Adoro i poeti come Baudelaire, Whitman, Alda Merini e la Dickinson. Questa sono io!

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EXTRA, abduction aliene nella RAI anni ‘70 – di Davide Rosso

Extra, sceneggiato Rai degli anni ’70, diretto da uno dei maestri del piccolo schermo, Daniele D’Anza, responsabile di capolavori del giallo, o di quell’oggetto indefinibile che è Il segno del comando. Qui D’Anza scrive con Lucio Mandarà e sceglie di confrontarsi con la fantascienza, genere poco praticato nella nostra cinematografia e, ancor meno, sul piccolo schermo.

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La Tunda

La Tunda appartiene alla mitologia di una regione costiera del Pacifico compresa tra la Colombia e l’Equador ed è un’entità mutaforma dalle sembianze di una donna che attira e imprigiona le sue vittime all’interno delle intricate foreste che caratterizzano la zona.

Una sua capacità è quella di assumere le sembianze di una persona cara al malcapitato, come quella di una madre per un bambino o della fidanzata per un ragazzo, e di mantenere docile il prigioniero nutrendolo con particolari gamberetti (camarones peneídos).
Questa attività di ammaliamento è denominata ‘Entudamiento’ e chi versa in tale stato è definito ‘Entuntado’.

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Introduzione alla Medicina Ieratica Egizia – di Viviana Donato

“Ra, altrettanto vero che splendente, conosce che vien fatto.
A colui che compie il bene egli fa il bene, a colui che fa il male egli fa lo stesso”
(Iscrizione Louvre n. 2540)

La Medicina Egizia, nonostante la sua grande importanza nell’antichità, è stata oggi quasi completamente dimenticata o comunque non tenuta in debita considerazione, dato l’imperare delle medicine tradizionali provenienti all’oriente, in particolare dalla Cina e dall’India, cui fanno capo la maggior parte dei sistemi di cura non convenzionali attuali, dimenticando, a torto, la nostra tradizione occidentale, la cui culla è stata proprio la valle del Nilo, Scienza Ieratica che non differisce affatto da quella orientale, poiché, nella sostanza, se non nella forma, i postulati sono identici.

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Le seducenti apparizioni di Antonietta Fagnani Arese – di Gabriele Luzzini

Forse ricorderete l’ode di Ugo Foscolo ‘All’amica risanata’, in cui veniva celebrata la guarigione di Antonietta Fagnani Arese (1178-1847), nobildonna di grande bellezza e intelligenza, molto attiva nei salotti mondani. Lo stesso Letterato ne esalta lo splendore, con l’ultima strofa in cui sottolinea che, tramite la poesia, lei stessa è diventata immortale come una divinità e la sua beltà non potrà mai sfiorire.
La relazione con Foscolo iniziò nell’estate del 1801 e si protrasse per quasi due anni, tanto che lei lo supportò nella revisione di ‘Ultime Lettere di Jacopo Ortis’ e lo aiutò nella traduzione de ‘I dolori del giovane Werther’ di Goethe (Antonietta conosceva quattro lingue, tra cui il tedesco).
Il rapporto tra i due è noto solo per le lettere che il Poeta le scrisse e che gli furono restituite quando l’amore terminò. Dopo diversi ‘passaggi di mano’, le epistole finirono a Emilio De Tipaldo che ne fece fare due apografi, cioè due manoscritti copiati direttamente dall’originale.

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The Cropsey Film – di Davide Rosso

Uno studioso come Mikel Koven ha studiato il rapporto tra leggende urbane & film slasher americani.

E’ interessante come, alla base di molti slasher, vi sia la medesima leggenda, riproposta in vari modi, tuttavia senza alterarne i tropi caratterizzanti.

Mi riferisco ad una delle leggende urbane più conosciute (tra quelle horror), ossia quella del “Cropsey Maniac”.

Due studiosi, Lee Haring & Mark Breslerman, hanno scritto un articolo seminale sulla rivista New York Folklore del 1977 in cui svisceravano le origini, le varianti e le motivazioni sociologiche alla base di “Cropsey”.

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Quando una pietra “muore” – di Dèvera Blackmind

Le pietre e i cristalli sono utilissimi per chi pratica la magia o la mediazione, ma sono ottime anche nel quoridiano.

In un rituale o in un incantesimo ne aumenta il potere e porta le energie giuste nella pratica. Anche la forma, a volte, può essere utile. Certi cristalli hanno una punta su entrambe le estremità e sono davvero utili per dirigere le energie, tracciare simboli e cerchi, oppure per fare la punta di una bacchetta.

Nella meditazione possono essere usati anche quando lavorate su determinati chakra, stringengendo in mano la pietra o ponendola sopra al determinato chakra.

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First Days of Winter – di Kendra Moon

First Days of Winter – Kendra Moon

Visita la pagina dell’artista:

Kendra Moon Photos

 

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Una bizzarra abitudine – di Gabriele Luzzini

Era un giorno come tutti gli altri e Clotilde de Rossi si stava accingendo ad uscire di casa.
Per il suo porsi sempre altezzosa, pur non essendo di nobile lignaggio, il macellaio della piccola cittadina di Selanette, frazione del più noto Calé, la definiva semplicemente ‘La Signora’.
Clotilde aprì la scarpiera per individuare un paio di ‘escarpin’ che si abbinassero al suo rossetto ed al suo umore. Nonostante si stesse avvicinando con rapidità agli 80 anni, ci teneva moltissimo a sentirsi perfettamente in ordine.

Individuò un paio bordeaux, tacco quadrato di 8 centimetri, e con sorprendente agilità le calzò.
Il sonno l’aveva completamente rigenerata.
Mentre usciva, si riassettò un ciuffo che, impertinente, le era sceso sopra il viso.
Si ostinava a non portare gli occhiali, nonostante il dottor Margiafossi, il suo oculista da più di trent’anni e per breve tempo anche compagno di vita, avesse diagnosticato un lieve peggioramento nel suo visus.

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