I MORTI
di Giulia Scicchitano
Pallidi volti di passate, fioche genti,
perché in sogno giammai svanite?
Chi vi sguinzaglia, liberi e furenti?
Non vi trattiene forse l’Ade?
Non le vostre casse querciose?
Velati percorrete le buie strade,
fin nelle nostre dimore piovose.
Perché mi fissate con visi languenti?
Con i sudari e gli implacabili lamenti?
Credete di mutar il sacro corso degli eventi?
Ma la notte, rapida, scorre veloce –
e il vostro nero signor, che ora tace,
presto si avvedrà del vostro fuggire,
e nelle profondità vi farà rispedire!


