LUNA
di Giulia Scicchitano
Astro fugace, sorella bugiarda…
tu, foriera di follia e di disagio,
tu, Luna storta, cadente, vegliarda –
palla malefica, gonfia di presagio!
Di sguardi languidi ti nutri, insofferente.
Non hai pietà alcuna, per nessuno, veramente!
Livida sfera, pesi sulla Terra, incombente, greve –
occhio intriso di veleno, cosa ti trattiene?
Luna pallida e malata, rimembri?
Gli oscuri inganni tramasti, crudele;
del fato nero celasti i lembi;
Luna di sangue, che guidi le fiere.
Perché mai t’affanni contro i mortali?
Proprio tu, che ora all’orizzonte muori?
Perché falciasti i sogni come cereali?
Tu, oscura padrona dei letali fiori,
tu che custodisci del fumo le spirali,
non c’impedir l’inganno degli amori.
Oh Luna nera, il ciel sembra cadere,
Luna tremenda e spietata – crudele!
Luna sepolta da vecchie nel braciere;
ascolta, ti supplico, le mie preghiere!
Perché, oh fattucchiera, mi voltasti faccia?
Come mai mutasti tanto brutalmente?
Par che l’esser umano non ti piaccia,
ma, un dì, tu pur dovrai cader, Luna incosciente!


