RE ETAN E GLI ANTICHI VISITATORI
di Mario Roccaraso
Tra i più importanti siti archeologici del mondo figura quello di Ninive, l’antica capitale dell’Impero Assiro nel I millennio a.C. Situata nella parte settentrionale della Mesopotamia, la città raggiunse il massimo splendore durante il regno di Sennacherib (705-681 a.C.), che ne promosse un vasto programma di sviluppo urbanistico. Fece costruire strade, canali, templi e magnifici palazzi, tra i quali spiccava il celebre “Palazzo senza Eguali”.
Sennacherib si dimostrò un sovrano abile e lungimirante. Le sue campagne militari non erano finalizzate allo sterminio dei popoli sconfitti, bensì alla loro sottomissione attraverso il pagamento di tributi. Generalmente consentiva alle popolazioni conquistate di conservare le proprie tradizioni, le istituzioni e il culto religioso, favorendo così la stabilità e la prosperità del suo regno.
A Ninive sorse anche una delle più importanti biblioteche dell’antichità, famosa per le migliaia di tavolette in scrittura cuneiforme che hanno permesso agli studiosi di conoscere aspetti fondamentali della civiltà mesopotamica. Nonostante il suo splendore, la città subì numerosi attacchi e, nel 612 a.C., cadde sotto l’assalto di Medi e Caldei, evento che segnò anche la fine dell’Impero Assiro.
Tra i testi antichi recuperati in Mesopotamia vi è anche il celebre mito del re Etana, una delle più antiche narrazioni conosciute dell’umanità. Secondo l’interpretazione accademica, il racconto ha un carattere simbolico e religioso e descrive l’ascesa di Etana verso il cielo con l’aiuto di un’aquila divina. Tuttavia, alcuni autori appartenenti alla corrente dell’archeologia alternativa hanno proposto una lettura differente di questi antichi racconti, interpretandoli come possibili descrizioni di eventi reali e tecnologie avanzate.
Secondo questa interpretazione, alcuni cilindri di argilla rinvenuti durante gli scavi racconterebbero che il re Etana fu ospitato a bordo di un misterioso veicolo volante dalla forma simile a uno scudo, atterrato nei pressi del palazzo reale. Dal velivolo sarebbero scesi individui dall’aspetto imponente, descritti come alti, biondi e vestiti di bianco, che al sovrano apparvero come vere e proprie divinità.
Essi lo avrebbero invitato a salire a bordo e il mezzo si sarebbe innalzato rapidamente nel cielo, avvolto da fiamme e fumo. Il viaggio lo avrebbe condotto a un’altitudine tale che la Terra, con i suoi mari e continenti, gli appariva come un piccolo disco lontano. Etana avrebbe inoltre osservato da vicino la Luna, Venere e Marte, vivendo un’esperienza straordinaria che superava ogni conoscenza dell’epoca.
Dopo circa due settimane di assenza, quando il popolo ormai credeva che gli dèi lo avessero portato via per sempre, il veicolo sarebbe ritornato sulla Terra circondato da un alone di luce e fuoco. Etana sarebbe quindi disceso accompagnato da alcuni dei suoi enigmatici ospiti, i quali avrebbero trascorso alcuni giorni tra gli uomini comportandosi in modo del tutto normale: mangiavano, dormivano e conducevano una vita simile a quella degli esseri umani.
È importante sottolineare che queste interpretazioni non trovano conferma nella ricerca archeologica e storica ufficiale. Gli studiosi considerano infatti il racconto di Etana un mito religioso e simbolico, legato alla tradizione mesopotamica, mentre le ipotesi che lo collegano a viaggi spaziali o visitatori extraterrestri appartengono al campo delle speculazioni e dell’archeologia non convenzionale. Tuttavia, proprio per il loro carattere enigmatico, questi antichi racconti continuano ad alimentare il dibattito e la fantasia di appassionati e ricercatori di tutto il mondo.


