BELTANE E IL TEMPO DELLA LUCE CHE RITORNA
di Isolde Fosca
Beltane è una delle festività più antiche e simbolicamente ricche del mondo celtico e cade tra la sera del 30 aprile e il primo giorno di maggio segnando l’ingresso nella metà luminosa dell’anno nel momento in cui la primavera cede definitivamente il passo all’estate e la natura entra nella fase del suo massimo slancio vitale.
Nella concezione tradizionale gaelica Beltane non è soltanto una data del calendario ma una soglia un punto di passaggio carico di significati profondi in cui il ciclo della vita si manifesta in tutta la sua potenza attraverso la crescita delle piante la fertilità degli animali il ritorno del calore e della luce solare che rende possibile la prosperità delle comunità umane legate alla terra
Il nome Beltane deriva probabilmente dall’antico termine irlandese Beltene che viene spesso interpretato come fuoco luminoso o fuoco di Bel riferimento al dio solare Bel o Belenos divinità associata alla luce alla guarigione e alla forza vitale e proprio il fuoco è l’elemento centrale di questa festività non soltanto come manifestazione visibile ma come simbolo sacro di purificazione protezione e rinnovamento.
Beltane è uno dei quattro grandi festival del fuoco del calendario celtico insieme a Samhain, Imbolc e Lughnasadh e questi momenti scandivano l’anno agricolo e rituale in modo molto diverso rispetto alla suddivisione stagionale moderna poiché non seguivano criteri astronomici ma esperienziali legati al lavoro nei campi al pascolo degli animali e alla sopravvivenza delle comunità.
Dal punto di vista simbolico l’anno era diviso in due grandi metà una oscura e una luminosa la prima iniziata con Samhain alla fine di ottobre e la seconda inaugurata proprio da Beltane che veniva considerata l’inizio dell’estate e della stagione della luce della crescita e dell’espansione.
Un aspetto fondamentale per comprendere il significato profondo di Beltane è il modo in cui i Celti concepivano il tempo poiché il nuovo giorno non iniziava al mattino ma al tramonto del giorno precedente e per questo motivo i rituali e le celebrazioni cominciavano la sera del 30 aprile quando per la visione tradizionale era già iniziato il primo maggio rendendo Beltane una festa che nasce simbolicamente dall’oscurità per affermare la luce.
I falò accesi sulle colline erano il cuore della celebrazione e rappresentavano il potere rigenerativo del fuoco considerato una forza viva capace di scacciare le influenze negative e di proteggere uomini animali e raccolti durante la stagione estiva le fonti raccontano che il bestiame veniva fatto passare tra due fuochi o attorno alle fiamme in un gesto rituale volto a garantire salute e prosperità durante il periodo di pascolo.
Le persone partecipavano attivamente a questi riti attraversando il fumo o saltando le braci in un atto che univa purificazione e augurio poiché il fuoco non distruggeva ma trasformava e le ceneri residue venivano poi sparse nei campi coltivati come simbolo e strumento di fertilità rafforzando il legame profondo tra ritualità spiritualità e agricoltura.
Beltane era anche una festa della fertilità intesa in senso ampio non solo agricolo ma umano creativo e simbolico poiché rappresentava il momento in cui la forza generativa della natura era al suo apice e si esprimeva attraverso l’unione dei principi maschile e femminile spesso personificati da una dea della terra e da un dio solare o cornuto la cui sacra unione garantiva l’ordine e la continuità del mondo.
Molte tradizioni parlano di danze rituali di figure come la Regina di Maggio e l’Uomo Verde e di celebrazioni comunitarie in cui la sessualità non era separata dalla dimensione sacra ma considerata una forza vitale essenziale capace di riflettere a livello umano ciò che avveniva nella natura.
Con il passare dei secoli e la progressiva cristianizzazione dell’Europa molti aspetti rituali di Beltane si sono trasformati o fusi con altre celebrazioni popolari come il Calendimaggio e il May Day tuttavia simboli come l’albero di maggio decorato con fiori e nastri la musica le danze e la festa collettiva hanno continuato a veicolare lo stesso messaggio di rinascita e gioia.
Nel mondo contemporaneo Beltane è stata riscoperta e reinterpretata soprattutto all’interno del neopaganesimo moderno della Wicca e del druidismo ed è oggi uno degli otto sabbat della cosiddetta Ruota dell’Anno rappresentando una celebrazione della vita della passione della creatività e della piena affermazione della luce.
Eventi come il Beltane Fire Festival di Edimburgo che si svolge ogni anno la notte del 30 aprile dimostrano come questa antica festività sia ancora capace di parlare al presente offrendo uno spazio simbolico in cui ritrovare il contatto con i ritmi naturali e con una dimensione del tempo più ciclica e consapevole.
In un’epoca dominata dalla velocità e dalla separazione dai cicli naturali Beltane invita a riconoscere l’importanza delle soglie dei momenti di passaggio e del tempo qualitativo ricordandoci che ogni crescita autentica ha bisogno di essere accolta nutrita e celebrata e che la luce come il fuoco deve essere custodita affinché possa continuare a brillare.


